Recensioni su Aurora Mazzoldi

Recensioni su Aurora Mazzoldi

Aurora Mazzoldi secondo il libro “tiltestetica”

Triennale di Roma 2014

Il prof Daniele Radini Tedeschi, direttore della Triennale, con Aurora Mazzoldi, davanti al quadro di quest'ultima "italia cerca lavoro"
Il prof Daniele Radini Tedeschi, direttore della Triennale, con Aurora Mazzoldi, davanti al quadro di quest’ultima “italia cerca lavoro”

“Aurora Mazzoldi nasce ad Arco di Trento e, dopo aver girato l’Europa (Parigi, Vienna, Londra) tornerà a vivere e a lavorare in provincia di Trento. La sua pittura è simbolica, esoterica, romantica; le sue opere raccontano una storia, quella della realtà interiore, del volto dietro la maschera, degli atteggiamenti esistenziali. Narrazioni tra persone, o tra persone ed oggetti, con un’attenzione e direi più una ricerca, verso i piani più profondi dell’inconscio, verso l’introspezione. E’ un’artista in cerca della verità, che a suo modo di vedere, non è certo quella delle apparenze.

Fra le mostre più importanti cui ha partecipato si annoverano per l’estero quelle presso l’Agora Gallery di New York (2007 e 2008) e presso il Museo of the Americas di Miami (2008); in Italia le diverse esposizioni in sedi museali organizzate dalla Rosa dei Venti. Abbiamo detto che l’arte di Aurora Mazzoldi è un’arte introspettiva, lei stessa la definisce arte per i curiosi della psiche. Un’arte che propone un messaggio interiore più profondo, capace di entrare in contatto direttamente con certi aspetti della psicologia.

La materia di cui si compone l’opera prende forma direttamente da una ricerca interna all’artista, esteriorizzata sulla tela, come se ogni volta raccontasse una storia, con dei particolari simbolici che svelano una realtà solitamente nascosta.

Ella rappresenta, lo dice espressamente, giochi psicologici, atteggiamenti, ruoli, meccanismi che agiscono in ognuno di noi, rivelando come ciascuno ha organizzato il proprio vivere, come ognuno ha scelto (ed è questa la parola chiave) di essere.

Per capire le opere di Aurora Mazzoldi bisogna leggere attentamente i titoli, che rappresentano il messaggio arcano. Nulla è lasciato al caso: per ogni dettaglio, per ogni colore, per ogni simbolo c’è una spiegazione.

L’arte introspettiva non si ferma alle emozioni più superficiali, per Aurora Mazzoldi ogni situazione che ci troviamo a vivere è o sarà la conseguenza delle nostre scelte, poco spazio viene lasciato al caso, al destino.

L’arte introspettiva lancia un monito, quello dello stare attenti o almeno di riflettere su come oggi si sta agendo, e ne mostra a volte le conseguenze, i danni a cui può portare un amore possessivo, che arriva a castrare l’oggetto del proprio possesso, oppure un atteggiamento oppressivo.

L’arte introspettiva è anche una scuola di pensiero, una filosofia di vita e un insegnamento per quanti hanno la mente aperta a coglierla: quella del riflettere sul proprio agire, perché per la nostra artista cambiare si può e solo noi possiamo farlo.

"Streghe" -Quadro acrilico di Aurora Mazzoldi - un esempio di personalità diverse
“Streghe” -Quadro acrilico di Aurora Mazzoldi

Alcune opere sono più figurative, come per esempio “Streghe”, nel quale vengono rappresentate le tipologie di donne che hanno chiuso il proprio cuore al mentale, altri quadri sono più simbolici, come “La

Aurora Mazzoldi - La Camera degli Specchi - Contiene molti simboli interiori
Aurora Mazzoldi – La Camera degli Specchi

Camera degli Specchi” che raffigura stati interiori in movimento.

Il mezzo tecnico che meglio si presta alla rappresentazione di queste interazioni mentali è l’acrilico, che, più romanticamente, riesce a svelare ciò che si cela sotto la superficie. La Mazzoldi considera l’acrilico come un mezzo moderno, che le permette di imitare sia le sfumature dell’acquerello, sia la forza d’impatto della pittura ad olio.

La ricerca della parte più interna e nascosta dell’uomo è ciò che dà alle sue opere quel carattere magico ed esoterico.

Si è cercato più volte di “definire” Aurora Mazzoldi, di darle un’etichetta, i più, soprattutto a New York, l’hanno vista come una romantica dei nostri giorni. La sua è tuttavia anche un’arte di vibrazioni, espressiva, audace nella scelta cromatica, ma soprattutto nella scelta dei temi. La sua arte è indagine, quasi una missione di vita, quella di testare la forza della volontà umana, capace di cambiare non solo il proprio destino, ma anche quello degli altri.

Aurora Mazzoldi preferisce far arte partendo da ciò che accade dentro piuttosto che soffermarsi su tutto quello che avviene fuori da sé e dall’uomo in generale.

L’arte introspettiva sarà quindi fondata su un lungo procedimento, che si genera non solo dall’atto creativo e artistico nel senso stretto del termine, ma anche da tutta la fase precedente, basata sulla riflessione di sé. Procedura, dunque, lunga e complessa, fatta di pause e ripartenze, di cui la fissazione sulla tela rappresenta solo l’ultimo stadio. Anche l’osservatore fa la sua parte, egli dovrà svolgere l’attività di comprensione e semmai di re-interiorizzazione del messaggio contenuto; è una sorta di Ringkomposition in cui si parte dall’interno per tornare, alla fine del percorso, di nuovo lì.

Il romanticismo di cui la nostra artista è portatrice è una conseguenza di tutto questo, rappresenta un modo di sentire la vita, basato sulla ricerca di poesia, con anima romantica ella riesce ad “ammorbidire” anche gli aspetti più tetri e bui presenti in ognuno di noi.

Mazzoldi non nega questa parte, anzi la esalta, sfumandola in forme più dolci di quelle che nell’inconscio ci apparirebbero. Non compaiono, infatti, mai figure rigide, aspre o angolose.

La sua è una pittura di luce, quasi irreale, o meglio, surreale. Atmosfere così avvolgenti rapiscono le figure, e, quest’ultime, appaiono immerse in una foschia perenne. Le emozioni che l’artista vuole far trasparire sono personificate da immagini cariche di colore, che risaltano da un fondo più evanescente. Questa luce, quasi aurorale e mistica, che colpisce i suoi soggetti, sembra quasi la luce della redenzione che colpisce il peccatore pentito permettendo ad esso di ripartire dalla riflessione sul proprio essere.

Le opere dell’artista raffigurano quindi posizioni e situazioni campione che spesso ognuno si trova a vivere; con una sorta di vaticinio la Mazzoldi amplifica e disvela le drammatiche conseguenze al fine di non incorrere nell’errore, di non indugiare nello sbaglio.

Vizi e difetti dell’uomo in reciproca relazionalità emergono dalle tele, dalle espressioni dei soggetti, dai loro ghigni o dal loro dolore, dalle sfumature, dalla resa cromatica. L’arte della Mazzoldi si pone come scandaglio alla coscienza umana dando nuova linfa a quel filone di Psicologia Introspettiva in auge nel ‘900. Ora, grazie alla lettura psicologica delle opere che applica la dott.ssa Antonella Giannini, la valenza di ogni quadro della Mazzoldi amplifica la propria gittata.

Unica opera apparentemente diversa dalla produzione dell’artista è il collage in mostra all’Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma 2014 dal titolo “Italia cerca lavoro”. Come si nota la tela è ricoperta da numerosi bigliettini dal colore fluorescente assurgendo a grande bacheca sita in un Museo piuttosto che lungo un corridoio di un Ufficio di Collocamento!

Annunci il cui tema portante è la dilagante crisi economica che genera una richiesta di lavoro in ogni campo occupazionale. Anche attraverso tale opera, sicuramente dal contenuto più palese che sottinteso, l’artista si pone portavoce di un’inquietudine non solo personale ma piuttosto universale.

Sarebbe curioso immaginare come l’artista trasponesse tale stato d’animo nell’ambito di un dipinto figurativo in cui l’interazione tra “due fondamentali” fosse reso nel rapporto tra datore di lavoro e dipendente licenziato. Ne verrebbero fuori due “posizioni esistenziali” estremamente contrastanti in un’opera che ben si adatterebbe ad impreziosire l’ufficio di un ingiusto imprenditore.

Palese è, nella ricerca dell’artista, il richiamo alle teorie di analisi transazionale che fanno capo ad Eric Leonard Bernstein in cui il fine del suo pensiero è far sì che le emozioni, spesso nocive per i rapporti, possano al contrario essere gestite nel corretto modo per migliorare il rapporto con l’alterità.

Opere, quelle della Nostra, originali se consideriamo tutto il pensiero che le pervade e il fine precipuo dell’artista che, anziché soddisfare una passione o una inclinazione, pone generosamente se stessa al servizio della collettività.”

Esposizione Triennale di Roma 2014 – tiltestetica a cura del Prof. Daniele Radini Tedeschi pagg. 316-318 (Federica Peligra “Gli artisti del nostro tempo”) – Editoriale Giorgio Mondadori
 

Ricognizioni poetiche – Paolo Levi

Aurora Mazzoldi è prima di tutto artista assai abile nella stesura del colore, con una manualità ben calibrata nel disegno e nell’impaginato. Con garbo conduce per mano l’osservatore in un mondo di emozioni sottili, evocate da figure su cui lo sguardo si sofferma preso da incantamento. L’aura romantica che avvolge le sue composizioni è portatrice di un messaggio amoroso nei confronti della vita, tramite una figurazione dove la bellezza sconfigge l’ombrosità della malinconia, che pure appare sottesa nell’intensità espressiva delle sue creature, o esplicitata in apparizioni fantasmatiche, che rimandano a inquiete riflessioni sul male di vivere.

Fedele all’ideale artistico della riconoscibilità dei contenuti, la pittrice opera sulla base di un intendimento poetico, proiettando nel suo lavoro una verità senza infingimenti, e soggettivamente percepita come una illuminazione interiore. Con perfetta padronanza della tavolozza, Aurora Mazzoldi agisce con un tratto pittorico sempre e solo rivolto all’enunciazione di valori etici ed estetici fuori dal tempo e dalla storia, dei quali credevamo si fosse persa la traccia, assieme alla bella pittura di tradizione. Attenendosi strettamente alla figura, l’autrice si protende ad ascoltare le armonie segrete che appartengono a un universo tutto al femminile, per trasferirle nei corpi, nei visi e negli sguardi.

In queste sue poetiche ricognizioni appare un repertorio di situazioni esistenziali, a volte lievi e gioiose, a volte drammatiche, ma sempre annunciate da un disegno sapiente, e da una composizione cromatica fatta di passaggi virtuosi e di abili calibrature fra toni e contro toni. Queste narrazioni visive sono dense di significati, in quanto costruite per esplorare l’interiorità delle loro protagoniste, non a caso impaginate in chiave simbolista su sfondi non definiti, quasi a sottolinearne l’emblematicità, al di fuori delle contingenze quotidiane.

Romanticismo Contemporaneo (2007-2009)

Comunicato stampa 2008 dell’Agora Gallery (New York)

Aurora Mazzoldi - Diva - romanticismo contemporaneo
Aurora Mazzoldi – Diva – acrilico su tela

Luci soffuse, colori tenui e splendidi orditi concorrono a creare, nelle opere di Aurora Mazzoldi, uno stile unico, che il critico d’arte Maurice Taplinger definisce romanticismo contemporaneo.

Gli acrilici su tela della Mazzoldi sono intrisi d’intensa emotività e ci mostrano il rapporto profondo che l’artista ha con i suoi quadri. Avendo vissuto in Francia, Austria e Italia, la Mazzoldi ha assimilato intensamente le tradizioni storico-artistiche presenti nel suo quotidiano e ricorre a una vasta gamma di fonti ispiratrici che vanno dai Maestri del Rinascimento italiano ai Romantici del diciannovesimo secolo.

Il suo ricorso ad atmosfere drammatiche proviene direttamente dalla tradizione romantica, mentre la sua gamma di colori e la soffice modellazione delle forme ci ricordano gli antichi Maestri del Rinascimento. La Mazzoldi è una ricercatrice spirituale che medita profondamente ogni sua opera artistica e che è rimasta profondamente colpita, fra l’altro, dalla profondità del messaggio filosofico del maestro esoterico cristiano Daskalos.  

ARTisSpectrum – The Chelsea Perspective, New York, n° 20

ARTisSpectrum pubblica 2 recensioni su Aurora MazzoldiI bei dipinti acrilici di Aurora Mazzoldi, definiti romanticismo contemporaneo*, sono un viaggio epico in meandri remoti della coscienza. Ella si accosta in modo tattile e immediato a una pittura che è caratterizzata da un abile modellazione delle luci e delle ombre, la quale spesso sembra rilevare i suoi soggetti, fino a farli uscire virtualmente dalla tela.

La bellezza femminile, l’avanzare dell’età, i semplici piaceri e i misteri sottili della vita sono dei soggetti fecondi per la Mazzoldi. La sua opera comprende nature morte e studi di figure realizzati con sensibilità, a cui si contrappongono altri dipinti che ci offrono delle allegorie criptiche, che quasi si avvicinano ai dettami del Surrealismo.

Queste ultime opere portano la Mazzoldi all’apice della sua creatività, che impiega simboli affascinanti e atteggiamenti profondamente sentiti per esplorare un concetto senza arrivare a una narrazione aperta.

Questa disconnessione, sottilmente voluta, dà spazio all’interpretazione da parte dello spettatore e, al tempo stesso, permette alla sua opera di restare profondamente accattivante e indimenticabile. “Io posso trasmettere, attraverso i miei quadri, le immagini che emergono dal mio subconscio come una sorgente inesauribile di esperienze, storie e percorsi,” spiega la Mazzoldi.

Da un punto di vista stilistico, sulla sua arte hanno grandemente influito i grandi Maestri del passato mentre, dal punto di vista dei suoi contenuti, questi ultimi scaturiscono dalle sue riflessioni interiori e dai suoi intensi viaggi. La Mazzoldi ha fatto mostre in Italia, suo Paese natale, e anche, a livello internazionale, in Ungheria, Germania, Austria, Spagna, Argentina e Stati Uniti. La Mazzoldi vive e lavora ad Arco di Trento, in Italia.

Novembre 2008, pag. 44

*l’espressione “romanticismo contemporaneo” è dovuta al critico d’arte newyorkese Maurice Taplinger.
 

Quando Aurora Mazzoldi dipingeva quadri di cappelli e fiori

(dalla rivista ARTisSpectrum – The Chelsea Perspective, New York, n° 18, Novembre 2007, pag. 14)

Fiori e cappelli di Aurora Mazzoldi. 2007 ARTisSpectrum“Le opere a carattere elegiaco di Aurora Mazzoldi ci riconducono all’equilibrio che vi è fra il ricordo e la perdita, il desiderio e la mancanza e alla consapevolezza che il dono di essere uomini comporta la capacità di rimpiangere e commemorare al tempo stesso le nostre esperienze. Ella è un’artista che ci ricorda coraggiosamente la condizione umana, ma senza disperazione né critica; l’atmosfera di tristezza di queste opere è accompagnata dall’accettazione.

I suoi soggetti si presentano a noi privi di abbellimenti difensivi; essi ci ricambiano lo sguardo da un  loro spazio nel quale lo sfondo sembra dispiegarsi in avanti in profondi colori terrosi e nel quale appare forte il senso della melanconia alimentata dal desiderio. Quando nelle sue opere non compaiono persone il senso di melanconia è ancora più grande, perché la Mazzoldi sceglie brillantemente due oggetti iconografici che toccano in noi le corde dello struggimento –i fiori e un cappello non indossato.

La Mazzoldi reitera nelle sue opere l’importanza di questi due oggetti che diventano simboli viventi. L’assenza delle persone, sostituite dai cappelli e ricordate dai fiori – qui è dove i dipinti della Mazzoldi ci riconducono al suo tema: il dolore della perdita alleviato dalla mitigazione che avviene attraverso l’amore. L’impermanenza e, al tempo stesso, l’importanza del rapporto umano pervade queste toccanti opere.

Un secondo tema della pittura della Mazzoldi è dato dalla profondità degli occhi dei suoi soggetti. Sia che essi trasmettano melanconia o un’innocente gioia o che siano addirittura chiusi nel sonno, la Mazzoldi annuncia vivacemente attraverso di essi la sua convinzione che gli occhi siano la finestra dell’anima.  In tele dominate dai marroni scuri con leggeri tocchi dorati gli occhi rappresentano spesso l’unica fonte di luce. La Mazzoldi ci chiede di riconoscere sia il dolore che la gioia di essere uomini ma, nonostante gli inevitabili gravami di memorie che questi quadri suggeriscono, la disperazione non trova posto in essi.

Perfino nella melanconia la speranza splende radiosa, letteralmente irraggiata dagli occhi. Anche se i talismani dei cappelli o dei fiori costituiscono il tema della Mazzoldi, gli occhi ci suggeriscono le storie che i suoi dipinti, a carattere quasi onirico, raccontano; è attraverso di essi che noi introiettiamo il mondo. Con i suoi dipinti Aurora Mazzoldi testimonia come noi cresciamo dall’innocenza all’esperienza e dall’esperienza alla conoscenza.”

Romanticismo di Mazzoldi e percezione vera

il romanticismo di Aurora Mazzoldi viene descritto anche dal critico catalano Joan Lluís Montané nel libro Arte Euroamericano 2009:

Arte Euro Americano 09 con recensione di Montané sul romanticismo di Aurora Mazzoldi“Aurora Mazzoldi fa la sua indagine attraverso il romanticismo, come fondamento dell’amore, basandosi sulla sua splendida padronanza del disegno, in cui incorpora il colore, con l’obiettivo di rappresentare spazi diversi nella stessa composizione. Lavora con l’acrilico su tela, per ottenere una sinfonia di segmenti zonali, che coordina in uno stesso evidente spazio comune.

I suoi personaggi sono di sogno, pieni di sensibilità, mostrano bellezza e grandezza d’animo, amore, trasmettono serenità e sono collegati fra loro dal filo invisibile dell’energia sottile che anima il tutto.

Non stimola pulsioni sessuali, ma tratta il tema del romanticismo, l’amore con la lettera maiuscola, che non ha bisogno di ricorrere al tramite di alcun desiderio materiale. Esso è sottile, ricerca il significato dell’esistenza, insito nel mondo armonioso che presenta, in cui si rilevano personaggi femminili, esseri immaturi, bambini e bambine, la donna, tutti in relazione fra loro, in scene avvincenti.

Il disegno e il dettaglio risaltano in un contesto nel quale la composizione pittorica fa emergere dei personaggi che, fondamentalmente, appartengono a una realtà che l’artista amplifica, rendendola mitica, con l’intento di rappresentare scene che sono sì quotidiane, ma che non diventano mai ordinarie.”

Joan Lluís Montané, membro dell’Associacion Internacional de Crìticos de Arte (AICA), Arte Euroamericano 2009, Susana D’Momo, Buenos Aires, pagg. 148-149

Artisti Italiani da non dimenticare – Aurora Mazzoldi (2011)

Il Prof. Rosario Pinto scrive nel suo libro:

Rosario Pinto - Artisti italiani da non dimenticare - copertina del libro“La produzione pittorica di Aurora Mazzoldi ci conduce nel vivo delle esperienze d’una temperie figurativa che va alla ricerca d’un abbrivio originale e compiuto, avendo coscienza dei debiti col passato, ma essendo anche, al tempo stesso, orgogliosamente protesa verso nuovi traguardi propositivi.

Ed ancora più interessante si rivela la produzione di questa artista se teniamo conto del fatto che in essa si addensano ragioni refluenti non solo alla tradizione artistica, ma anche alle dinamiche più propriamente mitteleuropee, al cui interno, in fondo, la pittrice ha finito col vivere la sua esperienza umana e formativa non solo in relazione alla sua nascita nella regione del Trentino, ma anche per effetto delle esperienze maturate nei suoi viaggi in Austria, Francia ed Inghilterra.

La pittrice osserva con amorevole attenzione la realtà che la circonda e ne indaga con analisi accorta e puntuale tutte le sfaccettature, dirigendosi alla rappresentazione di oggetti e di figure con uno zelo figurativo che sfiora, talvolta, le regioni stesse della dimensione “iperfigurativa”.

A separare la nostra artista da questa precipua scansione creativa sono gli accenti di compiaciuto intimismo che caratterizzano la sua opera, e che si rivelano attraverso una predilezione per prospettive compositive e per cromie che fanno ricorso a soluzioni di sfumato che spostano, necessariamente, l’ordine logico della costruzione dell’immagine dal piano della restituzione oggettiva a quello della trasfigurazione eidetica.

Sono immagini, quelle della Mazzoldi, che non possono essere definite specificamente “oniriche”, giacché non rientrano nel novero d’ una produzione “surreale” tout court, ma sono immagini che sconsigliano, al tempo stesso, una valutazione in termini di puntuale realismo, riuscendo, piuttosto, esemplari configurazioni d’un richiamo psicologico e d’un bisogno d’esternazione di sentimenti che si propongono – al di là di più corsivi cedimenti simbolistici, opportunamente evitati – come intriganti prodotti di idee che a mano a mano prendono corpo e si sostanziano di spessori.”

Rosario PINTO, Fra Tradizione e Innovazione – Artisti italiani da non dimenticare, Vol. II, Napoli Nostra 2011, pagg. 185-188

Artisti Europei da non dimenticare – Aurora Mazzoldi (2015)

Rosario Pinto – Fra Tradizione e Innovazione - Artisti europei da non dimenticare, copertina del libroIl Prof. Rosario Pinto scrive nel suo libro:

“Un’analisi approfondita delle dinamiche creative della pittura di Aurora Mazzoldi ci mette di fronte alla attività di una pittrice che si dispone, con sempre più attenta ed intensa partecipazione personale, a fare della condizione di artista quella di interprete delle ragioni esistenziali e psicologiche che caratterizzano e distinguono i percorsi dell’umana presenza.

L’artista, sulla quale abbiamo già potuto lasciar soffermare la nostra riflessione sull’opera pittorica, mettendone in rilievo, peraltro, la disposizione ad indagare “con analisi accorta e puntuale tutte le sfaccettature, dirigendosi alla rappresentazione di oggetti e di figure con uno zelo figurativo che sfiora, talvolta, le regioni stesse della dimensione “iperfigurativa”, può e deve essere analizzata, in incrementazione di approfondimento critico, come personalità particolarmente versata alla comprensione ed alla trascrizione pittorica di quei temi psicologici e morali che distinguono il vissuto individuale più intimo e prezioso di ogni coscienza umana.

Giova senz’altro all’artista, nell’intervento di accostamento alle cose e alle coscienze, l’acuta sensibilità e la capacità indagatrice che sceglie di osservare il dettaglio delle cose non nella dimensione particellare del frammento, ma nella consistenza più addentrata di specificità addensata, di luogo, cioè, in cui il concentrarsi della pregnanza contenutistica presenta il suo livello più intenso di pienezza di senso.

La disposizione ad una rappresentazione figurativa in cui l’oggettivazione della proposizione oggettuale avvenga non come mera trascrizione di fedeltà riproduttiva dell’oggetto, ma come tentativo di addentrarsi nelle regioni più profonde della consistenza fenomenologica del reale, dà ragione di quell’intensità contenutistica che distingue e privilegia la ricerca formale della Mazzoldi.
Ciò che si afferma, inoltre, è la vivida coscienza d’una peculiarità femminile, non osservata mai con la prospettiva discriminante ed esclusiva d’una divisione “di genere”, ma con la consapevolezza matura di mettere in rilievo una peculiarità preziosa, che costituisce, ben oltre le dimensioni della dialettica delle parti, un fattore determinante per la costruzione della completezza dell’essere.

Opportunamente, soffermandosi su questo aspetto specifico della pittura della Mazzoldi, Gianluigi Guarnieri ha messo in evidenza che “l’artista interpreta la figura femminile in una dimensione di rarefatta solitudine e severità, colta nell’attimo più inquieto dell’esistenza”, aggiungendo che “linee dinamiche sfiorano i corpi, accarezzano i visi dolci e tristi, rendono sinuosi i pensieri, indirizzandosi verso una dimensione trasognata.” (29)

Un percorso di lettura all’interno di sé costituisce, in sostanza, l’obiettivo che l’artista sa dare alla sua ricerca, avendo noi conto di osservare che, in questo percorso introspettivo, non c’è solitudine personale o ripiegamento sconsolato della coscienza individuale,  ma consapevolezza, piuttosto, che all’interno di ciascuno di noi si annidano non solo le istanze del nostro personale vissuto, ma quelle dell’intera umanità di cui ogni nostra particolare sensibilità costituisce specchio ed occasione rivelativa.
Conoscere se stessi, potremmo dire, significa dirigersi alla comprensione del mondo, un mondo che la disposizione “introspettiva” ci aiuta a riconoscere meglio nelle sue proprietà storiche e determinative.”

Rosario PINTO, Fra Tradizione e Innovazione – Artisti europei da non dimenticare, Vol. III, Napoli Nostra, 2015, pagg. 178-179

vedi anche Aurora Mazzoldi artista introspettiva

e il suo curriculum