Affrontare le emozioni

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Come affrontare le emozioni

D: Come affrontare le emozioni in modo che non prendano il sopravvento? Se non riesco a bloccare le emozioni sgradite e neanche a ignorarle, come posso liberarmi dal malessere che provocano?

01 È possibile eliminare le emozioni negative?

"Curiosità" acrilico su tela di Aurora Mazzoldi - Come affrontare le emozioni
“Curiosità” acrilico su tela di Aurora Mazzoldi

Per prima cosa, non posso affrontarle ignorandole. O le affronto o le ignoro. E’ anche difficile riuscire a bloccarle.
E’ come bloccare un fiume con una diga. Possiamo deviare l’acqua, ma non bloccarla. L’acqua che arriva deve poter andare da qualche altra parte; se no continua ad accumularsi, fino a superare l’altezza di qualsiasi diga. Inoltre, le nostre dighe contro le emozioni sono fatte di energia, energia che va persa e che non possiamo più utilizzare per altri scopi.

Se non conviene cercar di bloccare o ignorare le emozioni, che altre possibilità ci restano?

Dovremmo imparare a conoscerle e comprenderle (1). E’ un po’ come se avessimo a che fare con un cavallo. Avete mai pensato che si possa stabilire un contatto con un cavallo bloccandolo o ignorandolo? Vi ricordate il film “L’uomo che sussurrava ai cavalli”, in cui Robert Redford, prima di avvicinarsi, cercava di stabilire un contatto telepatico con l’animale per comprenderne le esigenze?

Per poterlo fare però, occorre osservare la situazione e restare attenti. E poi, se riusciamo finalmente a montare a cavallo, dobbiamo essere noi a gestirlo; e per guidarlo senza entrare in una lotta inutile, dobbiamo restare svegli e anticiparne le reazioni.

Gestire le emozioni o lasciarsi gestire?

Avete però mai letto o sentito dire che la maggior parte degli esseri umani vive come se fosse “assopita”? Io ci ho messo degli anni a capire che cosa s’intendeva. Pensavo a quei momenti, nella giornata, magari dopo un pasto abbondante o una gran fatica, in cui il corpo si assopisce e l’attenzione cala. Ma non è così. La risposta è un’altra: succede, quando ci si lascia gestire dalle emozioni; in quel momento sono loro che ci organizzano la vita!

E’ come se, una volta in groppa a un cavallo, mi facessi contagiare e trascinare dalla sua voglia di galoppare in libertà e, mollate le redini, mi lasciassi andare alla sua corsa folle ed eccitante. La sua smania di correre nel vento, senza chiedersi dove, mi ha contagiato e mi sento tutt’uno col cavallo: questa è l’identificazione.

Ma come accorgersene, nella vita di tutti i giorni?

Facendo caso alle mie abitudini, sia a quelle di comportamento che a quelle di pensiero. Avete mai notato che spesso ci si ritrova a pensare sempre alle stesse cose e allo stesso modo? Ed è importante notarlo perché i miei pensieri attivano delle emozioni e le emozioni dettano poi i miei comportamenti… anche se qui è un po’ la storia dell’uovo e della gallina… diciamo che pensieri ed emozioni sono strettamente connessi: uno tira e provoca l’altro,.

Per esempio, a tutti è capitato di pensare: “E’ più forte di me!” e cosa sta succedendo?

Sono alle prese con un’emozione, che può essere di rabbia o tristezza o paura o anche di gioia e che mi fa urlare o diventare aggressiva o ridere senza freno o cadere in depressione o ancora, restare a tremare di paura, incapace di fare qualsiasi altra cosa. Il cavallo galoppa e mi trascina. Non posso più gestire le emozioni.

Vi è mai successo?

Quando dico o penso: ”E’ più forte di me!” una mia emozione ha preso il sopravvento su di me! Gestire le emozioni – che non vuol dire negarle o soffocarle – non è facile.

Mettiamo il caso che ci sia qualcosa che non voglio, che non mi piace e non riesco a farlo andar giù perché mi si mette di traverso; qualcosa di cui non vengo a capo e che non so controllare. Come ci si comporta di solito?

Reazioni emotive

Tante persone, altrettante reazioni emotive:

1. una prende le distanze e assume un atteggiamento di superiorità

2. un’altra per evitare di affrontare la situazione, può:

    • negarla;  “a me non importa proprio nulla: mi lascia indifferente!”
    • scappare nella fantasticheria “Domani io sarò più potente e allora, mi vendicherò…”
    • oppure scappare nel buonismo: “Devo accettare tutto quello che mi arriva, perché me lo manda il cielo!”

3. una terza può lamentarsi e piangere per quanto è sfortunata e infelice, cioè essere vittima

4. un’altra può cadere in depressione.

Sono tutte reazioni e reagire è il comportamento della persona “assopita”.

Perché?

Perché non affronta la situazione, non sta a pensare se agire in un dato modo le conviene o no, se è la migliore strategia possibile e quali conseguenze potrà avere, ma risponde meccanicamente allo stimolo che le arriva.

Per esempio, immaginiamoci in queste situazioni:

1 – Ogni volta che siamo a tavola, mio figlio si rovescia addosso l’acqua quando beve… come mi viene da reagire?

2 – Ogni volta che il capo, per chiamarmi nel suo ufficio, pigia per 10 volte di fila sul campanello, neanche fossi sorda, io…

3 – E ogni volta che non ricevo quello che penso di meritare… come mi sento?

In ognuno di questi casi io posso reagire urlando, imprecando, colpendo o in altri modi, ma se la mia reazione rimane un’emozione che mi tengo dentro, allora, ho risolto il problema?

No! anche quando l’emozione non è espressa, può colpire lo stesso. Per esempio, vi scappa un commento un po’ acido e il vostro compagno non risponde, ma si offende, tace e si chiude. Il suo mutismo, vi colpisce o no? Ci rimanete male o no?

Questo mi fa pensare a quando mio padre litigava con mia madre e si chiudeva in un mutismo che durava giorni. Io non sapevo che cos’era successo tra loro, ma l’atteggiamento duro del papà mi faceva sentire sola e l’ambiente diventava freddo e ostile. In questo caso mio padre si lasciava gestire dalla sua rabbia e dal suo scontento e a me, bambina, faceva paura.

Aurora Mazzoldi

(1) La spiegazione dei meccanismi interiori è fondamentale per impedire che siano essi a scegliere, al posto nostro, come dobbiamo vivere.