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Conoscenza e Consapevolezza

Conoscenza e Consapevolezza

D: Conoscenza e Consapevolezza possono aiutarmi a gestire le mie emozioni?

libertà dagli schemi vs prigionia nei condizionamenti

Goya - Il sonno della ragione genera mostri - Occorrono conoscenza e consapevolezza
Goya – Il sonno della ragione genera mostri -(No. 43), da Los Caprichos – Google Art Project

Gli uomini primitivi, che ignoravano la causa di tuoni e fulmini, ne avevano paura e ne hanno fatto degli dei.
Tutto quello che ignoriamo e di cui non abbiamo fatto esperienza, può farci paura.

La Conoscenza

La conoscenza ha portato l’essere umano alla civiltà e a vivere più a lungo e in condizioni migliori. Ma stiamo sempre parlando della nostra vita fisica e materiale.
A questo punto potrei chiedermi: “Può la conoscenza delle cose materiali migliorare il mio benessere interiore? Quanto può influire sulle mie tensioni? Quanto queste tensioni influiscono poi sui processi chimico/fisici che regolano il mio corpo?”
Sicuramente la conoscenza delle cose materiali mi mette in grado di impedire alcuni disastri, di prevenire certe catastrofi e di correggere qualche mal funzionamento del mio corpo.

Ma la conoscenza tecnica di che cosa è l’ansia, per esempio, o la depressione esistenziale o lo scontento può farmeli passare?
Qui abbiamo cambiato di livello e dalla materia, energia a vibrazione più bassa, ci siamo spostati sull’energia più mobile delle emozioni.
In questo livello la conoscenza mi può aiutare a “tenere a bada” le mie emozioni, ma non a risolvere i miei problemi emotivi.
Per farlo ho bisogno di diventarne consapevole e di comprendere. Come? Posso fare una “ricerca introspettiva”.

Conoscenza e consapevolezza di sé

Ma che cosa è la consapevolezza di sé stessi (o autoconsapevolezza)?
Posso conoscere le mie emozioni perché le sento ogni momento dentro di me. Le vivo, accelerano i battiti del mio cuore e fanno reagire i miei organi, che si contraggono.
Perciò conosco bene il loro effetto sul mio organismo o sull’ambiente nel quale vivo.
Però, se sono consapevole delle mie emozioni, allora so che io non sono le mie emozioni, ma che ne sono gestito e condizionato.
So che cosa le può scatenare e perché cerco quel tipo di emozione. So anche come provoco le situazioni nelle quali rimango coinvolto. Gestisco in un certo modo i miei rapporti con gli altri per vivere in quel tipo di energia.

La consapevolezza di sé rende palese la parte dell’iceberg che sta sott’acqua, ma che sostiene e muove quella superficiale.
La consapevolezza è un sottile spostamento.
Non ha mai fine. Diventa sempre più sottile, più vasta e più profonda.
Da sola l’autoconsapevolezza potrebbe bastare a cambiare il percorso della nostra vita, ma non è così semplice.
Perché?

Intenzione di comprendere

Perché è subordinata alla nostra intenzione di comprendere le cose, di rivalutare e di cambiare noi stessi costantemente.
Si parla d’intenzione e non di volontà. La volontà è infatti in mano al nostro ego. Non basta neanche avere un desiderio momentaneo: “Dai che ci provo… poi vedrò!”
L’autoconsapevolezza si arresta quando noi smettiamo di darle attenzione, quando ci accomodiamo in situazioni di comodo. A volte, accettiamo anche posizioni molto scomode, pur di evitare un po’ di sofferenza o di dover rinunciare a qualcosa.
La consapevolezza di se stessi richiede continue decisioni e piccoli cambiamenti. Solo così possiamo portarci avanti.

Abbiamo visto che la conoscenza, da sola, non basta. Per poter gestire le nostre emozioni occorrono entrambe: conoscenza e consapevolezza.

Aurora Mazzoldi

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