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Tempesta Emotiva

Tempesta Emotiva nr. 4.567 – Mi sento inadeguata (Alice in wonderland)

Aurora Mazzoldi. Consolazione - Tempesta Emotiva (particolare)
Aurora Mazzoldi. Consolazione – Tempesta Emotiva (particolare)

Mi rendo conto di non essere molto centrata in questo periodo, ma alcuni giorni fa, ho attraversato una tempesta emotiva che ora desidero analizzare per vederne le sfaccettature introspettive.

Quest’estate ho vissuto dei periodi di lavoro molto intensi, per quanto il mio lavoro in ufficio mi possa sembrare leggero e senza grosse preoccupazioni, alla fine finisco sempre stressata  e tesa.

L’altro giorno arriva la crisi emozionale (la tempesta emotiva di cui parlavo prima).

Sono andata a bere il caffè con una mia collega, e mentre dialoghiamo del più e del meno, mi riporta delle voci che girano in azienda e che mi definiscono antipatica e scorbutica.

E lì, mi è crollato il mondo addosso. Ho pianto tutto il giorno disperata.

 

Il bisogno di drammatizzare

Adesso che provo ad osservare le cose, percepisco chiaramente la drammatizzazione e il bisogno che avevo quel giorno di rendere molto cupe le tinte del mio umore….avevo bisogno di appesantire…e così ho fatto…

Pare che un’altra collega, le abbia riferito che io alla domanda se ci fossero delle nuove cartucce per la stampante, avrei risposto che “non sono mica una cartoleria e per vedere se le cartucce ci sono basta aprire l’armadietto e guardare da sé”.

Questo non era affatto vero, perché a fronte di quella domanda mi sono alzata dalla scrivania e mi sono affiancata a lei per darle una mano nel cercarle nell’armadietto della cancelleria.

Ora se ripenso alla cosa, non posso certo dire, che sotto sotto…ne avessi una gran voglia.. ma ho indossato una maschera e ho fatto buon viso a cattivo gioco (in effetti avevo proprio pensato, ma questa qua non potrebbe aprire gli occhietti???)

 

Ma non è finita lì, perché lei asserisce che altri 4 colleghi hanno confermato il fatto che io sia intrattabile e scontrosa.

Cavolo ma mi odiano tutti là dentro ?? E qui sono entrata nella “sindrome del brutto anatroccolo”, ho iniziato a rivivere il senso di inadeguatezza che avevo conosciuto anche da piccola, talvolta in famiglia…e da lì…è sopraggiunta una seconda crisi…

 

Un secondo aspetto della tempesta emotiva

La seconda crisi emozionale è sorta perché: vorrebbe dire che la percezione che io ho del mio comportamento non corrisponde alla realtà e sono “fuori come un poggiolo.”

Perché fino a ieri ero molto soddisfatta di come era andata l’estate dal punto di vista lavorativo. Ho ricevuto moltissimi complimenti da molti clienti e anche da alcuni superiori perché, a detta loro, seguo le problematiche fino in fondo e non lascio nulla in sospeso. Segno di responsabilità e serietà

Parlando con questa collega sono andata completamente in tilt perché mi ha confidato che una volta era ADDIRITTURA  tentata di venire ad origliare dietro la porta quando qualcuno entra nel mio ufficio,  per vedere come mi comporto.

Ma, scusami un attimo, allora io non so rendermi conto di come mi comporto? Sono psicotica? Mi sono alzata e me ne sono andata. Ho pianto tutta la sera.

Qui avevo raggiunto l’apoteosi della Vittima….avevo proprio tutto il mondo contro.

 

Bisogno di rassicurazione

La mia autostima era ai minimi. Sentivo il bisogno di rassicurazioni, così ho pensato di rivolgermi ai miei genitori.

Mia mamma mi dice che quei commenti negativi le sembrano strani e che comunque ci sarà sempre qualcuno che non ci trova simpatici e dobbiamo farcene una ragione.

Mio papà mi ha detto che secondo lui me la cavo benissimo in ufficio, e che sono seria e molto professionale.

Ma queste rassicurazioni non mi soddisfano, non mi vanno bene…a questo punto penso che non sia quello che cercavo….così scelgo di tornare ad abbassare le energie…come?….ho deciso di chiamare Paolo…

 

Per lui la compassione è una cosa negativa, ascoltare uno in preda a una crisi emotiva e tirare fuori una mezza parola di conforto non va bene.

Ma il bello è che sapevo già prima di chiamarlo che mi avrebbe ripreso come la mia collega, se non peggio. Eppure l’ho chiamato ugualmente e per 40 minuti sono stata a sentire che io sono troppo orgogliosa, presuntuosa, maleducata, maschiaccio, e giù e giù…

Obiettivo raggiunto: stavo di nuovo male

 

Poi ho parlato con una mia amica che lavora in un ufficio simile al mio, e da lei ho ricevuto parole di comprensione e conforto, mi sono sentita accolta e rassicurata.

E lì  forse, avrei potuto tranquillizzarmi e rasserenarmi…ma…

oggi sono ancora molto triste.

Alice in Wonderland

Alice in Wonderland ha scritto anche un’altra pagina sul turbine di pensieri ed emozioni che si agitano quotidianamente in noi.

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