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Home – Osservatorio interiore

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OSSERVATORIO INTERIORE

D: Ti è mai capitato di guardarti in profondità e pensare che sia difficile orientarsi e cercar di gestire le emozioni e i pensieri? Hai trovato una gran confusione? Parti di noi che vogliono andare in una direzione, mentre altre vogliono andare nella direzione opposta? Poi resistenze, pensieri di rinuncia, scoraggiamenti e, soprattutto, una miriade di problemi che sorgono da tutte le parti…

E’ una cosa molto frequente e non facile da chiarire perché il nostro divenire è molto complesso. Noi

Aurora Mazzoldi - Complicità - un esempio di osservazione interiore
Aurora Mazzoldi – Complicità – acrilico su tela

dell’Osservatorio Interiore, facciamo il possibile per rendere più facili le cose. Cerchiamo di dare un’idea di come si può operare per orientarsi dentro di noi. Come? Collegando fra loro Arte, Psicologia e Introspezione.

Vedi intervista di Antonella Giannini a TGR RAI – Trentino

Necessità di orientarsi

L’osservatorio interiore, come gli osservatori astronomici, ha origine da una necessità, quella di ORIENTARSI DENTRO, cioè di orientarsi all’interno di noi, invece che all’esterno.
In mare o nel deserto, occorre conoscere le stelle e avere una costellazione di riferimento. L’uomo primitivo lo sapeva e così ha cominciato l’osservazione degli astri.

Più tardi sono nati gli osservatori astronomici, che hanno permesso di acquisire conoscenze sempre più approfondite sugli oggetti in movimento che popolano l’Universo.
Gli osservatori si sono poi moltiplicati. Ve ne sono per l’economia, i lavori pubblici, i terremoti, etc. Sono però tutti osservatori diretti all’esterno, per studiare fenomeni al di fuori di noi.
Mancava un osservatorio interiore, un osservatorio cioè diretto a studiare che cosa avviene in noi, nel mondo delle emozioni e dei pensieri. Così abbiamo pensato di realizzarne uno.
Lo scopo? Orientarci fra le nostre emozioni per orientarci meglio nel nostro viaggio attraverso la vita.

Orientarsi dentro per gestire l’emotività. Cercare di metter ordine fra pensieri, emozioni, aspettative, credenze, etc.

Il nostro raziocinio ha principalmente due attività:

  • Cercare di risolvere problemi. E’ un’attività molto importante, soprattutto se coordinata con le nostre possibilità intuitive.
  • Creare problemi. Purtroppo la nostra mente è molto brava anche in questo campo. Crea una miriadi di problemi fittizi che nascondono i problemi veri.

Risultato? La CONFUSIONE.

Problemi veri e problemi fittizi

Se non riusciamo a distinguere fra problemi veri e problemi fittizi, diventiamo persone “problematiche”. Le persone problematiche sono quelle che hanno tanti problemi, o quelle che non sanno come risolverli? Se non vogliamo appartenere a questa categoria, abbiamo bisogno di saper distinguere, di saper trovare, sotto la coltre dei problemi di copertura, i problemi veri.

L’Osservatorio Interiore (insieme ai siti, alle pagine Facebook e ai gruppi collegati) ti mostra le “forze interiori” (quelle che comandano in noi), le loro dinamiche e le loro azioni di copertura. Ti aiuta a prendere in considerazione le tue azioni e le tue emozioni. Non per vedere se sono “buone” o “cattive”, ma per scoprire le intenzioni che le muovono. Il riconoscere quali sono le tue intenzioni, le tue aspettative e i tuoi obiettivi ti porta poi a orientarti nel guazzabuglio emotivo e a scoprire così i tuoi problemi veri.

Quali esperienze vi confluiscono attualmente?

I risultati ultimi vengono dallo scambio fra tre esperienze diverse:

    • L’esperienza Introspettiva pura. Consiste nell’entrare in profondità dentro se stessi, soprattutto in quelle parti che più spaventa (o dà fastidio) vedere, per riconoscerci come siamo e non come vorremmo essere (osservazione interiore). Solo così (e avendo capito come osservarci dentro) potremo maturare una vera e propria esperienza emotiva.
    • Quello che emerge dall’introspezione
       è qualcosa di complesso e deve essere semplificato e chiarito. Come? Se vuoi trovare l’orientamento, devi filmare ciò che avviene nella tua interiorità. Non ci sono però cineprese in grado di farlo. Così si ricorre all’aiuto dellarte introspettiva (soprattutto della pittura).
      Arte Introspettiva.mov
    • Quest’ultima raffigura i rapporti emotivi fra noi e gli altri e i rapporti interiori fra le varie parti di noi. In questo modo li abbiamo davanti agli occhi e possiamo riconoscerli.
  • Il tutto viene poi studiato alla luce della psicologia introspettiva,
    Giannini Antonella, intervista: Uno strumento innovativo

    che lo completa e arricchisce con le conoscenze della moderna psicologia.
    Molte persone partecipano in vario modo, con la loro esperienza e intuizione all’arricchimento dell’osservatorio. I risultati vengono poi resi pubblici attraverso gruppi, pagine e commenti. Il tutto lo troviamo descritto nella sezione dedicata alle esperienze dei visitatori del sito.

5 commenti su “Home – Osservatorio interiore”

  1. carissima Francesca, ti racconto una storiella.
    Un giorno ho incontrato per strada la mia amica che, salutatami, mi dice: “Come mai sei così arrabbiata?” Io sono rimasta di stucco. Toh, era vero, ero arrabbiata e neanche me ne rendevo conto. Stavo pensando a mio figlio che non ha voglia di studiare e, via via mi è salito su un nervoso! Però se la mia amica non me lo avesse fatto notare, io mi sarei comportata da arrabbiata- Le avrei risposto bruscamente, senza sapere bene il perché.
    Se non faccio caso alle mie emozioni, esse mi portano a reagire a casaccio, a scaricarle sugli altri senza nemmeno rendermi conto che li sto ferendo in qualche modo. La mia attenzione è presa dal mio stato emotivo e dal bisogno di scaricarlo per stare meglio.

    Ma non ne sono consapevole e anche se liberarmene mi ha fatto stare meglio per un po’, l’indomani mi comporterò nella stessa maniera. Mi rimarranno sicuramente pochi amici.
    Posso però prendere l’abitudine di porre attenzione alle emozioni che si agitano dentro di me, almeno a quelle più forti, che alterano il mio umore. Invece di andarci dietro come un bambino a un aquilone, ascolto dentro di me cosa mi sta succedendo. Mi chiedo il perché e che cosa mi sta rendendo irritabile e ascolto con la curiosità di scoprire come funzionano queste emozioni dentro di me. Se farai così anche tu, vedrai che. piano, piano, l’osservarti diventerà un interessante gioco che ti permetterà di conoscerti meglio e di lasciare che le tue emozioni si raccontino a te invece che sfogarsi sugli altri.

  2. Ma come si riesce a osservare sé stessi, e soprattutto come si riesce a osservare le proprie emozioni? Quello che accade a me è che quando sento dentro un’emozione, o la trattengo, oppure la sfogo all’esterno, magari sugli altri. Questo scatena però un grande caos a livello di relazioni con gli altri .

  3. E’ sempre difficile, Alfredo, orientarsi e, soprattutto, orientarsi in situazioni caotiche. Tu ci stai tentando e ti sorgono delle domande. Quando si sta facendo qualcosa, è normale porsi delle domande. “Sono sulla strada giusta? Conviene andare avanti? E se fosse pericoloso? E se smettessi?…”
    Le domande sono normalmente necessarie per approfondire le cose. Possono però anche essere degli strumenti nelle mani del Rinunciatario interiore.

    Ho conosciuto una signora anziana che viveva in una piccola cucina. Ci mangiava, ci guardava la televisione e ci dormiva. Questa situazione le dava dei vantaggi. Non doveva tener pulite le altre stanze, riscaldarle d’inverno, arieggiarle d’estate. Una soluzione ottimale? Forse per lei lo era. Lo sarebbe anche per noi?

    Ognuno deve decidere per sé. Se non vogliamo vivere una vita limitata, dobbiamo vincere la paura, la pigrizia e, magari, anche qualche senso di colpa. Se non ce la sentiamo, dobbiamo accettare la limitazione.

  4. Ho trovato questa pagina e altre del sito molto interessanti.
    E’ a proposito del caos emotivo che scrivo. Trovo difficoltà a orientarmi dentro me stesso.
    A volte cerco di osservare lo stato emotivo nel quale mi trovo, soprattutto in situazioni particolari, ma le emozioni sono tante e sembrano così diverse.
    C’è paura a indagare e paura delle conseguenze alle quali potrebbe portare sapere certe cose. E anche la paura di non sapere come fare a uscirne.
    In breve, il caos è duplice e, onestamente, mi vien voglia di distrarmi e di non pensarci più.

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