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studio di se stessi

Studio di se stessi

08 "Fare ricerca in sè stessi" cosa vuol dire?

intervento del 10/03/2021 – Tiziana De Biasio – per “l’Osservatorio Interiore” – Angolo del Libro

"Bambino a Scuola"; acrilico su tela di Aurora Mazzoldi - Distrazioni nello studio di se stessi
“Bambino a Scuola”; acrilico su tela di Aurora Mazzoldi

Per ricollegarci con “Lo Spirito di Opposizione”. l’argomento già trattato nella serata dell’”Angolo del Libro” riprendiamo una seconda analisi della frase di Gurdjieff:

“Ricordati che sei venuto qui perché hai capito la necessità di lottare contro te stesso e soltanto contro te stesso.  Sii grato, dunque, a tutti coloro che te ne forniscono l’occasione”.

La seconda parte di questa frase ci invita a ringraziare tutti coloro che ci forniscono l’occasione di lavorare su noi stessi anche attraverso situazioni di conflitto, di lotta, di potere…

Queste parole ci spingono a decidere se in queste relazioni vogliamo sperimentare il perdono o la riconciliazione.

Io penso che non sia possibile perdonare se con la parola perdono intendiamo la decisione mentale di concedere – a noi stessi o a chi riteniamo ci abbia in qualche modo fatto violenza, offeso, danneggiato, tradito, raggirato…, – la cancellazione del dolore che una determinata esperienza ci ha provocato e assieme al dolore eliminare la conseguente reazione: rabbia, rancore, delusione, paura, sofferenza profonda e altri segni più o meno significativi impressi nella nostra psiche e spesso nel nostro corpo.

Ciò non è possibile perché ogni segno, ogni esperienza, ogni sensazione o emozione sono registrate in modo indelebile in noi.

Come fare allora per poter convivere con questo bagaglio pesante di solchi che si sono registrati nel nostro essere?

L’unica via è quella dell’accettazione di un concetto fondamentale: ogni relazione è impostata su un meccanismo che possiamo chiamare gioco di potere e questo meccanismo, per motivi in gran parte a noi sconosciuti, è stato accettato e voluto dai componenti della relazione.

Ciò non toglie la responsabilità di ognuno per il tipo di azione che sceglie di utilizzare nel rapportarsi agli altri.

Fine della Parte 1
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