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Economia e introspezione

Economia e introspezione – dai malintesi alla realtà.

Scritto tratto dalla conferenza “Errrori comuni nelle scelte quotidiane” tenutasi Sabato 13 ottobre 2018 presso l’ Aula Kessler dell’ Università di Trento  – Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale.

 

L’ostinazione nelle decisioni

Errrori comuni nelle scelte quotidiane - Conferenza 13 ott. 2018 (foto di Roberto Zeni)
Errrori comuni nelle scelte quotidiane – Conferenza 13 ott. 2018 – Università di Trento (foto di Roberto Zeni)

L’economia ci permette di fare valutazioni sulla convenienza o meno di certe decisioni. Se applicata a decisioni individuali, l’economia ci può aiutare a chiarire i malintesi, riportandoci nella realtà.[1] Ma vediamo come l’economia ci può aiutare nel caso dell’ ostinazione nelle decisioni, mettendo in luce quando essa ci porta a prendere decisioni senza valutarne i costi e i benefici reali.

 

In campo economico, ci può essere ostinazione in alcune scelte di investimento, ma vediamo meglio con con un esempio. Sono un imprenditore e ho investito una cospicua somma di denaro per produrre un’auto di ultima generazione, che potrò vendere a prezzi concorrenziali. Sono quasi alla fine del mio investimento, diciamo al 90%,  e dovrei investire ancora 100 milioni di euro per ultimarlo, quando vengo a sapere che un concorrente ha appena messo in vendita un’altra auto con caratteristiche simili a un prezzo nettamente migliore e che io non potrò mai raggiungere.

Cosa faccio? Posso decidere di portare a termine il mio investimento spendendo gli altri 10 milioni di euro come avevo programmato. Così facendo, devo considerare però che rischio un fallimento,  infatti il mio concorrente fa prezzi migliori dei miei per lo stesso tipo di prodotto.  In alternativa, posso decidere di trovare una strategia diversa per investire il denaro che mi rimane. Ad esempio, posso cambiare la linea di produzione indirizzandomi su un’altra tipologia di prodotto. Se scelgo la prima strategia perché “ormai ho investito già 90 milioni”, ostinandomi a portare avanti un investimento fallimentare, non sto valutando i costi e benefici reali della decisione.

Scelte individuali

Vediamo ora, sempre con un esempio, come funziona l’ostinazione nel campo delle scelte individuali. Ho comprato un biglietto del cinema per venerdì sera. Arriva venerdì e il mio amico mi invita a teatro a vedere uno spettacolo. A me fa più piacere andare in compagnia a teatro piuttosto che al cinema. Cosa faccio? Siccome ho comprato il biglietto, che non è rimborsabile, non voglio sprecare il mio investimento e quindi decido di andarci comunque. Ma se non ho più voglia di andare al cinema da solo perché portare avanti un investimento “fallimentare”? Potrei dedicare il mio tempo ad andare a teatro, che mi fa piacere e mi rende felice.  L’ostinazione mi porta a rinunciare alle altre opportunità, ad esempio il piacere del teatro e della compagnia, solo per un puntiglio.

L’economia introspettiva chiarisce l’errore di valutazione e l’illusione di aver fatto la scelta conveniente. Nel caso del cinema, l’obiettivo è andare al cinema “per andare al cinema” o  è trascorrere con piacere il mio tempo libero? Il cinema è un mezzo. Andare al cinema sarebbe una scelta fallimentare perché non ne ho più voglia. Quindi oltre al costo del biglietto dovrei aggiungere il costo della mia insoddisfazione. Mentre andare a teatro con il mio amico sarebbe una scelta più conveniente perché investirei meglio il mio tempo libero. Andare al cinema è l’illusione fare la scelta conveniente.

Magalì Fia

[1] Questo elaborato prende spunto dal concetto economico di “sunk cost”  (o costo sommerso/irrecuperabile). Le sue applicazioni nel campo psicologico sono note con il termine “sunk cost fallacy”. In questo scritto, si propone una rielaborazione di tale concetto.

Magalì Fia

Magalì Fia
Ricercatrice post-dottorato presso il Politecnico di Milano con collaborazioni presso la Provincia Autonoma di Trento e l’Università Milano-Bicocca. Laureata con lode in Scienze dell’Economia presso l’Università di Trento. Ha conseguito il dottorato in Law and Economics nel 2016 presso l’Università di Torino.
Magalì Fia

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