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Dialoghi introspettivi

Dialoghi introspettivi

D: Siamo abituati a vedere le persone dal di fuori. Come sarebbe poterle vedere dal di dentro?

Aurora Mazzoldi - Ascolto (particolare-rielaborato per la pagina "Dialoghi Introspettivi)
Aurora Mazzoldi – L’ASCOLTO (particolare-rielaborato)

Due ricercatrici introspettive hanno fatto pervenire all’Osservatorio Interiore un loro scambio di e-mail. Questo scambio permetterà ad altri ricercatori di aprire una finestra su quanto avviene nell’intimo di altre persone.

Perché dovremmo interessarci ai problemi di due persone che neanche conosciamo, che neanche sappiamo chi sono?
In effetti, se ad avere i problemi che descrivono, fossero soltanto loro, la cosa non interesserebbe nessun altro. Se, però, come abbiamo potuto constatare in molti, questi problemi li abbiamo più o meno tutti, il loro apporto ci può essere estremamente utile per capire i nostri problemi. Ed è chiaro che, per risolvere un problema, dobbiamo prima renderci conto di averlo. Anche se, spesso, ci si illude di risolvere i nostri problemi evitandoli.

Riteniamo perciò questo loro contributo molto importante. Troviamo qualcosa di simile in alcune opere letterarie. In esse però, accanto al manifestarsi di emozioni e pensieri intimi, compaiono spesso esigenze di trama e di estetica. Queste esigenze possono rendere più difficile la comprensione degli stati emotivi e del come i protagonisti cercano di venirne a capo.

Qui invece le cose sono state espresse senza fronzoli, in maniera semplice e diretta. Ringraziamo le protagoniste di questa conversazione, articolata e particolareggiata, che presenteremo in “puntate” (pagine del sito). Avendone ottenuto il permesso, ci consentiremo qualche breve commento esplicativo e qualche sottotitolo per rendere comprensibile, anche ai non addetti, la loro conversazione.

I nomi sono naturalmente fittizi, ma il carteggio è profondamente vero. Speriamo che i nostri amici ricercatori possano trarne validi spunti per il loro percorso di vita.

Approfondire insieme

IRIS SCRIVE A LUCIA chiedendo di poter iniziare uno scambio di idee più approfondito.

10 dicembre 2017
Ciao Lucia,
Prendendo spunto dalla conversazione che abbiamo avuto qualche tempo fa, mi farebbe molto piacere continuarla. Mi piacerebbe approfondire insieme questo argomento: perché, quando iniziamo a guardare le emozioni che si muovono dentro di noi, incontriamo sempre delle “resistenze”? Tali resistenze si presentano spesso sotto forma di giudizi e paure che ci impediscono di comprendere fino in fondo le emozioni che stiamo osservando. Così, invece di migliorare la situazione, si creano tensioni e dubbi.

Come affrontare la situazione? Lasciar perdere la nostra curiosità di comprendere i nostri meccanismi interni? Oppure essi fanno parte del normale percorso di chi inizia ad osservarsi interiormente e quindi vanno anch’essi comprese?

Un caro saluto
Iris

Inizio del carteggio introspettivo

LUCIA SCRIVE A IRIS. Il carteggio ha inizio, con un’intensa autocritica, messa in atto da quella parte dell’essere umano che prende il nome di Giudice Interiore.

22 dicembre 2017
Ciao Iris,

Paure e tentativi di sabotaggio emotivo

Dopo aver risvegliato in parte (grazie all’osservazione) paure fossilizzate negli abissi del mio passato, si manifestano spesso in me emozioni di “piombo”, sbilanciandomi ancora…mi sento timida, sempre in guardia, bloccata nel linguaggio, bloccata nel manifestare e descrivere cosa provo.

Fatico a lasciarmi coinvolgere e conoscere dal prossimo…
Si chiama sabotaggio per opera della mia parte vittima la paura di essere usata ed ingannata? (cosa che ho già in parte vista e che sto “consapevolizzando” per procedere con il percorso).
Ma la paura più profonda è quella del perché di tutto questo. Se io mi sono cercata situazioni, relazioni ed eventi che mi hanno portata dentro a una palude ci sarà pure un perché, un perché che va oltre la mia attuale conoscenza della vita. Mi fa paura sapere, però sono curiosa …anche se può far male sapere.

Giudizio, emozioni e maschere

Mi chiedo quanto sia perverso questo mio mondo interiore per avermi portata a cercare inconsciamente esperienze tanto pesanti.
Se ho cercato di uscire da certi schemi, sono forse un mostro travestito da essere umano? o un “umano” vestito da mostro con una bella maschera che nasconde il tutto?

La mia vita e le preoccupazioni che ho per ciò che amo, rispetto e proteggo, per ciò che mi piace, sono solo una maschera? Le mie lacrime pure?

…Eppure mi commuovo, mi so divertire senza una birra davanti, sento piacevoli brividi in varie circostanze come quando abbraccio, bacio, quando sorrido, e quando rido. Quando guardo il cielo, una montagna… Sento caldo nel cuore e tanta leggerezza.
Tutte queste emozioni non mi sembrano una maschera, ho un grande desiderio di lasciarle andare ogni giorno.

Ma nelle relazioni umane ci riesco raramente. Mi viene bene lasciarle fluire in mezzo alla natura e con la natura.
Ho capito che forte è l’energia del mostro che è in me, ma forte è anche questa brezza meravigliosa che mi abbraccia dentro e fuori in alcuni momenti…la consapevolezza (che prima non avevo) mi aiuterà anche durante questo passo che spero sia in “avanti”.

Sono io l’artefice del mio destino?

Mah, mi chiedo: tutto ciò che ho “subìto” è davvero ciò che ho chiesto inconsciamente per imparare a sciogliere qualche brutto nodo da me stretto al punto di fare tanto male?
Sarebbe terribile aver chiesto alla vita “certe cose”; (a volte mi sento davvero un mostro). Una parte di me lo crede umanamente inaccettabile.

Un’altra parte però vuole cogliere il significato profondo degli eventi e trasformare tutto in opportunità per lavorarci. E’ dura… la rabbia è tanta, ma è più frustrante rimanere fermi nella “palude emotiva”; e non fare nulla per uscirne e modificare gli schemi a cui ho aderito.
La curiosità e la voglia di ampliare la mia conoscenza mi stimola, è superiore alla comodità della “area comfort”…quindi, comunque vada, sarà sempre meglio dell’immobilità, sarà sempre un movimento verso un nuovo personale obiettivo.
Lucia

La risposta di Iris 

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