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Prezzo e qualità. Come decidere?

Prezzo e qualità. Come decidere?

Conferenza 13/10/18 - Trento, Facoltà di Sociologia, foto di Chiara Andreatta
Conferenza 13/10/18 – Trento, Facoltà di Sociologia, foto di Chiara Andreatta

Questo scritto  sul rapporto fra prezzo e qualità, è tratto dalla conferenza “Errrori comuni nelle scelte quotidiane” , organizzata dall’Osservatorio Interiore a.p.s. e tenutasi Sabato 13 ottobre 2018 presso l’ Aula Kessler dell’ Università di Trento  – Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale.

Come messo in evidenza nel precedente scritto intitolato “Economia e introspezione – L’ostinazione nelle decisioni”, l’economia ci permette di fare valutazioni sulla convenienza o meno di certe decisioni. Se applicata a decisioni individuali, ci può aiutare a chiarire iprezzo che siamo disposti a pagare in relazione alla qualità che otteniamo, riportandoci così al nostro obiettivo reale. [1]

Ma vediamo come l’economia ci può aiutare nel caso, ad esempio, delle decisioni di acquisto. Mettiamo in luce come l’assenza di un’attenta valutazione tra prezzo e qualità ci porta a lasciarci sedurre dall’apparenza e a prendere degli abbagli. [2]

La seduzione nelle vendite.

Come esempio di seduzione nel campo dell’economia, possiamo pensare alle tecniche di commercializzazione/promozione dei prodotti. Queste tecniche guardano a come il prodotto deve essere confezionato, impacchettato e ben posizionato per sedurre il cliente.  Molte imprese hanno imparato a gestire con maestria questo aspetto della seduzione e, quelle che non lo hanno fatto, ne hanno avuto degli svantaggi. Spesso queste tecniche vengono utilizzate per far apparire il prodotto più attraente di quello che è. Nel senso che, non sempre, ad una bella estetica corrisponde una buona qualità. Se la persona/il cittadino, quando compra, si lascia sedurre dall’estetica e guarda solo alla forma e non alla qualità, rischia di prendere degli abbagli.

Ad esempio, l’anno scorso, nel periodo di Natale sono uscita per comprare della cioccolata da mangiare in compagnia con gli amici e la famiglia durante le feste. Alla fine, ho acquistato una composizione di cioccolata molto bella, pagandola a caro prezzo. Però, una volta tornata a casa, l’ho assaggiata e mi sono resa conto che era immangiabile. Ero arrabbiata perché ero uscita a prendere della cioccolata da mangiare in compagnia e mi sono ritrovata con in mano una cosa che assomigliava di più a una “scultura di legno”. Era commestibile ma non di qualità.

Ma allora cosa avrei potuto fare per evitare di prendere un abbaglio?

 

Qual’è l’obiettivo?

Avrei potuto fermarmi un secondo, guardarmi dentro, e chiedermi: qual è il mio obiettivo?” Comprare un prodotto di qualità o uno che attiri l’attenzione?

L’obiettivo che avevo quando ero uscita era di voler comprare della cioccolata da mangiare con gli amici e gustare insieme a loro. Non volevo godermi con loro l’ estetica della composizione di cioccolata.

La mancanza di introspezione nelle decisioni di acquisto, cioè non osservare/chiarire il proprio obiettivo, ha un costo: la persona/il cittadino che guarda solo alla forma può prendere una bidonata.

Ci si può chiedere: l’obiettivo è comprare qualcosa di valido o lasciarmi fuorviare da come il prodotto è impacchettato?  Il cittadino che sceglie la qualità adotta un principio economico. Valuta infatti il rapporto tra prezzo e qualità in relazione all’obiettivo che vuole raggiungere.

 

Una scelta d’impresa

Anche nel contesto di un’impresa, l’imprenditore che non considera la relazione tra prezzo e qualità può aver più difficoltà a vendere i suoi prodotti Se sono un imprenditore e ho un ristorante che fornisce buoni piatti a un prezzo medio, dovrò fare le mie scelte di acquisto considerando il mio obiettivo: e cioè quello di fornire un buon prodotto a un prezzo onesto. Se mi lascio sedurre dal mio fornitore che mi vuole proporre un prodotto di altissima qualità, ad esempio uno speciale tipo di carne che ha un prezzo molto elevato, potrei trovarmi in difficoltà a vendere il mio prodotto.  Anche se sono un imprenditore, devo fare le mie scelte di acquisto considerando il mio obiettivo. Devo tener conto che se la qualità è troppo bassa o troppo alta potrei avere difficoltà a vendere.

Magalì Fia

[1] Questo scritto è ispirato alla definizione astratta di economia come uso razionale del denaro (o di altra risorsa scarsa), che mira ad ottenere il massimo vantaggio a parità di spesa.

[2] Sul tema del “prezzo da pagare nelle decisioni individuali” si veda anche lo scritto di economia introspettiva di Luis Pisoni in questo sito

Magalì Fia

Magalì Fia
Ricercatrice post-dottorato presso il Politecnico di Milano con collaborazioni presso la Provincia Autonoma di Trento e l’Università Milano-Bicocca. Laureata con lode in Scienze dell’Economia presso l’Università di Trento. Ha conseguito il dottorato in Law and Economics nel 2016 presso l’Università di Torino.
Magalì Fia

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