page contents

Madre 1 – Il Possesso

Possessività e il quadro “Madre 1 – il Possesso” di Aurora Mazzoldi

D: La possessività ha un senso? Quanti diritti possiamo avere veramente su altre persone?

Se portiamo avanti un percorso di ricerca interiore, è difficile non incappare in qualche problema di possessività. La nostra civiltà si basa sul diritto alla proprietà. Siamo abituati a pensare che le cose ci appartengano, che abbiamo diritto a possederle.

Questo può esser vero per quanto riguarda le cose, “Ma come funziona il possesso con le persone?

Foto del quadro acrilico: Madre 1 - Il Possesso, di Aurora Mazzoldi
Aurora Mazzoldi – Le Madri – Madre 1 – Il Possesso

Cosa intendiamo veramente, quando diciamo “i miei genitori o mio marito, la mia amica, mio figlio”?

In che modo le persone ci appartengono?

E’ difficile accettare che chi consideriamo “nostro”, perché abbiamo maturato nei suoi confronti un attaccamento particolare, sia un individuo autonomo, che può vivere tranquillamente e a volte perfino meglio, senza di noi e che abbia pensieri e desideri suoi, spesso diversi dai nostri.

A volte il nostro possesso si risolve in una relazione poco più intima che con gli altri, nella quale il collante sono i diritti e i doveri.

Ma potrebbe andarsene da un momento all’altro, partire o venire a mancare!…”

da:  Le Mie Madri – Arte Introspettiva  pag. 13 (Madre 1 – Il Possesso) di Aurora Mazzoldi

Per non precipitare nell’angoscia.

“…Come possiamo far fronte a questo stato di cose, che ci precipita nell’angoscia?

Se facciamo ruotare tutta la nostra vita attorno ad un’altra persona e le affidiamo la nostra felicità, essa assumerà per noi un’importanza enorme e, se ci viene a mancare, tutto ci crolla addosso.

Dobbiamo evitare che succeda, a tutti i costi, ma come?

C’inventiamo la pretesa di avere il diritto a dominare l’altro e costringerlo, in qualche modo, a rimanere legato a noi per sempre.

Questa nostra, chiamiamola idea preconcetta di comodo, serve a garantirci il potere sull’altro e, dunque, la sicurezza di poter dare uno scopo alla nostra vita.

Perché, nonostante tutte le belle parole dietro le quali ci nascondiamo, come potremmo chiamare la nostra intenzione di trattenere l’altro, se non potere?

Avanziamo un diritto, fantasticato, che dà il via a tutta una serie di comportamenti, quali prese di posizione, arroccamenti, vittimismi ecc e a tutta una serie di emozioni, come paure, ansia d’abbandono, sensi di colpa ecc, e organizziamo la nostra vita in funzione del diritto che ci siamo inventati…..”

da:  Le Mie Madri – Arte Introspettiva – pagg. 13 e 14 (Madre 1 – Il Possesso) di Aurora Mazzoldi

Contenuti simili

Lascia un commento