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giochi psicologici

Giochi di potere pesanti

Quando il gioco si fa più pesante le emozioni diventano più violente e dolorose.

Giochi psicologici: Aurora Mazzoldi - Gioco di Forze
Aurora Mazzoldi – Gioco di Forze – pittura acrilicoasu tela

Parlo, per esempio, della gelosia o del possesso dove cerco di costringere l’altro alla mia volontà e arrivo alle minacce, alle scene isteriche di pianto, ai ricatti e così via.

Certo, noi non pensiamo minimamente al gioco mentre stiamo “soffrendo per amore” eppure è proprio di quello che si tratta.

Il gioco c’è sempre quando io rifiuto la realtà.

Quando, in questo caso, non accetto che le persone non mi appartengano  e, ancora meno, che facciano quello che vogliono. Se io non voglio tener conto di questa realtà, se la nego e faccio come se non esistesse, allora sto imbastendo un gioco.

Non accetto di dover rinunciare a quello che voglio!

Il gioco si forma quando mi attacco a un tipo di emozione/vibrazione e non la voglio più mollare.

Così facendo interrompo anche il fluire delle mie esperienze.

Il gioco consiste nel fermarsi e creare agganci di tutti i tipi con le persone.

 

"Agganci", quadro acrilico di Aurora Mazzoldi. Rappresentativo di giochi psicologici.
“Agganci”, quadro acrilico di Aurora Mazzoldi.

Il gioco diventa drammatico

Quando spingo le situazioni allo stremo, quando le cose mi sfuggono di mano, quando il gioco diventa più importante di ogni altra cosa.

Sono quelli che portano le persone alla tragedia, alla lotta senza quartiere, al dramma. Se clicchi qui puoi trovare un esempio di questo tipo di giochi nella coppia.

Allora abbiamo esperienze alla Otello, alla Romeo e Giulietta, le guerre.

Ma, anche se il gioco non è consapevole e perciò involontario, c’è sempre un campanello d’allarme dentro di noi che ci avverte quando la situazione si fa pericolosa.

Non sempre lo si ascolta, è vero, anche perché la forza di certe emozioni ci porta lontano, e allora ci penserà la vita a farci riflettere. Purtroppo, dopo aver battuto la testa contro al muro della realtà.

Nessuno può costringere qualcun altro al gioco, lo si può soltanto invitare. E’ un accordo tacito, normalmente tra due persone.

Perciò, qualsiasi siano le conseguenze di un gioco, teniamo presente che ogni giocatore era intimamente d’accordo.

Ma che cosa succede se io mi stufo di giocare a quel gioco?

Perdo interesse e smetto di giocare.

Può darsi che il mio partner ne abbia ancora voglia, ma sentirà il mio calo di interesse e si cercherà un altro partner con il quale proseguire quel gioco.

Il labirinto del gioco

Col gioco psicologico entro in un labirinto e tutto s’intrica sempre di più.

Il mio filo di Arianna è la calma e l’osservazione che mi permette di arrivare, gioco dopo gioco, alla verità.

I tranelli sono tanti e spesso facciamo finta di non vederli, ma comunque i giochi psicologici sono importanti perché ci permettono di fare le nostre esperienze.
Nei miei quadri io ho descritto alcuni di questi “agganci” ai giochi psicologici.

Sono quelli che uso io? Può darsi, ma sono universali.
I confini li mettiamo noi, ma bisognerebbe tenere presente che una volta che la ruota ha incominciato a girare è difficile fermarla.

Se giocando rompiamo il vetro di una finestra la responsabilità sarà comunque sempre nostra: la legge del karma chiarisce molto bene questo concetto.
A volte ci sentiamo prigionieri di questo meccanismo, ma è perché dimentichiamo che tutto fa capo a delle nostre scelte e, anche se abbiamo dimenticato come funziona, il solo modo per fermarlo è di comprendere, attraverso l’osservazione, dove sta la presa di corrente.

Vale a dire, che cosa trattiene ancora lì la mia attenzione e il mio interesse, attraverso i quali continuo a dargli energia, quale potere non sono ancora disposto a lasciar perdere.

I giochi non vanno disprezzati i abbandonati, ma bisogna soltanto imparare a gestirli e per riuscire a farlo occorre conoscerli.

Esattamente come fa d’istinto un genitore con i capricci di suo figlio: alcuni li accontenta e fa sentire il piccolo sicuro e importante e altri li rifiuta perché il figlio impari a mettersi dei limiti.
A volte basterebbe un attimo per non scendere la china, ma sembra più facile lasciarsi cadere. Certo si fa meno fatica, ma paga?
La vita può essere un gioco meraviglioso se si tiene conto di alcune cose.

Aurora Mazzoldi

Aurora Mazzoldi
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