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Serie Covid – Fuga dalla Paura

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COVID: Paura della paura (Antonella Giannini)

Collegandomi a quanto appena scritto, vorrei cercare di individuare alcuni dei fili di questa trama emotiva che ci sta avvolgendo e talvolta imprigionando.

A.-Mazzoldi-Consolazione, particolare che evidenzia il garbuglio emotivo
A. Mazzoldi, “Consolazione”; acrilico su tela; particolare che evidenzia il garbuglio emotivo.

In questo nostro momento di Covid, si tende alla fuga dalla paura. La PAURA è senz’altro un’emozione forte che ci porta a provare sensazioni e percezioni sgradevoli: uno stato di allarme costante, un’inquietudine continua, un incessante RIMUGINIO mentale che ingigantisce i nostri personali “fantasmi”, fino a giungere all’ANSIA: una coltre nebbiosa che avvolge ogni nostra percezione emotiva, amplificandola ed accelerandola.

Una sensazione che ci opprime il petto o lo stomaco, stringendoli in una morsa, attanagliando il nostro respiro o accelerando il battito cardiaco. A chi può far piacere, provare tutto questo?
A nessuno probabilmente, EPPURE le emozioni sono degli importantissimi segnali e avvertimenti che ci dovrebbero portare a tenere conto di quello che sta accadendo nella REALTA’. (nel brano tratto dal libro, questa importante funzione era svolta dal CAMPANARO, che però come si è visto, non viene tenuto in considerazione, con conseguenze drammatiche).

Preoccuparsi invece di occuparsi

Perché dunque “dimentichiamo il pericolo (fuga dalla paura) o ci stanchiamo di tenerne conto”?
Perché scegliamo di PRE-OCCUPARCI (rimuginare) invece che OCCUPARCI (cercare una soluzione)?
Il RIMUGINARE sui problemi non porta a risolverli, perché si tratta di un ingranaggio, che si ripete meccanicamente, senza tener conto della realtà.
E’ un circuito che si auto alimenta e che si ingigantisce mano a mano che lo nutriamo con la nostra attenzione (ossia quando diamo importanza a certi pensieri). Sento spesso molte persone che mi dicono che “è più forte di loro”, che proprio non riescono a fermare “quei pensieri”, che si sentono trascinati e impotenti.

In realtà, semplificando al massimo, si può dire che si inizia a stare male quando concentriamo la NOSTRA ATTENZIONE su una spirale di pensieri autodistruttivi e catastrofici.

Come evitare il rimuginio

Come si può evitarlo? La ricerca introspettiva ci insegna a lasciare andare il RIMUGINIO ossessivo, per passare all’ASCOLTO INTUITIVO. Quest’ultimo non è meccanico o ripetitivo, ma varia di attimo in attimo per aderire meglio alle variazioni della realtà, proprio perché si basa esclusivamente su di Essa, e non su delle sue INTERPRETAZIONI.
Si tratta di riuscire anche solo per poco, a staccarci dalle interpretazioni drammatizzate della realtà esterna che la mente ci trasmette (e che interpreta secondo schemi suoi), volgendoci verso l’interno.
Si tratta di provare ad osservare le turbolenze emotive che soggiacciono (accogliendo le nostre emozioni senza censurarle o soffocarle) e poi, lentamente, molto lentamente, porsi in ascolto.

L’ascolto intuitivo

Solitamente l’ASCOLTO INTUITIVO, (OCCUPAZIONE) ci fornisce delle indicazioni su come gestire correttamente il nostro vivere quotidiano. Se invece, rimaniamo agganciati alla fase di RIMUGINAZIONE, allora ci arrendiamo alla meccanicità della nostra MENTE che, agendo scollegata dalla realtà ci fa sentire deboli, stanchi, demotivati, smarriti e disorientati, in una parola sconfitti.

Allora forse, ricollegandoci al testo (L. Pisoni) converrebbe provare a evitare la fuga dalla paura, a mettersi in ascolto di quanto ci riporta il CAMPANARO, accettando il pericolo da lui profilato, senza aggredirlo con la nostra rabbia. Accoglieremo la paura, lasciandola fluire senza soffocarla e, subito dopo, in questa dimensione “di vigile rallentamento”, individueremo le possibili soluzioni che inevitabilmente emergeranno dalla nostra parte intuitiva, unica vera bussola da seguire in tempi complessi come quello che stiamo vivendo ora.

A. Giannini: psicologa/psicoterapeuta, Presidente di Osservatorio Interiore e.t.s.

 

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