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L'introspezione serve?

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Questo argomento contiene 7 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Anita 2 mesi, 3 settimane fa.

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  • #19688 Risposta

    mafalda

    Questa è una domanda che mi pongo ogni tanto, quando tutto sembra più confuso che mai, e non ho ancora trovato una risposta chiara.
    “L’introspezione ci aiuta a risolvere i nostri problemi o non fa che complicarli ancora di più?”
    A me, a volte, vengono dei dubbi tremendi.
    Qualcuno ha dei consigli da darmi?

  • #19689 Risposta

    Antonella

    Cara Mafalda a me viene da paragonare l’introspezione un po’ all’omeopatia!
    Perché all’inizio tutto questo girare lo sguardo dentro di me abituata sempre a cercare ,anche affannosamente a volte , fuori di me risposte e aiuto mi ha spaventata e creato un bel caos!
    Ma resistendo alla paura e al fastidio alla fine ora sto un po’ meglio.
    E mi accorgo che un passettino alla volta va sempre meglio.
    Ovviamente come sulle montagne russe ogni volta che incontro qualcosa che non mi va o non vorrei vedere .
    Ma la voglia di stare meglio che per me vuol dire essere serena o almeno avvicinarmi ad esserlo è più forte e vado avanti.
    Quindi il caos ho imparato che è necessario, nel caos le cose di muovono e se osservo senza agitarmi troppo o senza voler fermare le cose ..la Vita è bella.
    Quindi buon caos fertile Mafalda !

    Antonella

  • #19695 Risposta

    Cieloazzurro

    Ciao Mafalda, dalla tua domanda mi è venuta una cosa da scrivere.
    L’introspezione per me no…non serve per risolvere i problemi, mi porta però a vederli in modo diverso.questo modo diverso di vederli mi avvicina maggiormente alla possibilità di risolverli.
    Ma per spiegarmi forse può essere più utile un esempio. Dove osservando le mie emozioni sono riuscita ad individuare i miei modi di funzionamento interiori.
    Un giorno ho partecipato ad un evento portando qualcosa di utile x questa occasione preparato da me. Non stavo tanto bene ma ci tenevo ad andare. Quello che ho portato è stato utile. Son stata contenta di vedere che le persone hanno apprezzato. In realtà però ero delusa, anche se con la testa mi dicevo che ero soddisfatta.Mi aspettavo che l’organizzatore mettesse più in risalto quello che avevo portato e ne parlasse (ci tengo molto al suo giudizio)
    Ero scontenta, stanca. Ho provato ad osservare il mio scontento, le emozioni che tenevo nascoste. Ma poi mi ero data tutta una serie di giustificazioni, ero stanca non stavo bene, forse ero arrabbiata x non essere stata tenuta in considerazione come avrei voluto..poi ho capito, più che capire ho sentito. Quello che volevo veramente. Era la mente che non voleva vedere.Ero io a voler stare nella vittima. La vittima, quella che vorrebbe che ci fosse qualcuno a farmi stare bene ad apprezzarmi a mettermi in luce. Se fossi stata protagonista avrei potuto prendermi io uno spazio maggiore, prendere la parola e spiegare quello che avevo fatto. Certo, richiedeva molta più fatica x me, più coraggio e fantasia.
    Mi fa paura anche solo il pensiero a volte di essere al centro dell’attenzione ed essere giudicata.
    Ecco
    Con l’introspezione non ho risolto il problema ma ho potuto vedere cosa ostacola il raggiungimento di quello che dico di desiderare.
    Sì perché da una parte soffro perché non ricevo attenzioni e dall’altra ho visto una forte paura al pensiero di essere osservata, giudicata e quindi di essere al centro dell’attenzione .
    Tanto altro c’è da vedere..torno continuamente nei soliti problemi. Ma sapere che posso uscirne un pochino anche se con tanta fatica mi da fiducia.
    Son curiosa di sentire altri osservatori interiori più navigati di me😊
    Buona osservazione Mafalda!

  • #19710 Risposta

    mafalda

    Carissime Antonella e Cieloazzurro vi ringrazio tantissimo per le vostre risposte e i consigli che mi avete dato sono senz’altro validi e ne terrò conto. Solo che, e scusate se insisto, quando osservo dentro di me, vedo aspetti della mia personalità che, a dire il vero, non mi piacciono molto e vorrei cambiarli. Ma ricado e ricado nelle mie abitudini comportamentali, in questo caso. “Devi osservare senza intervenire a cambiare nulla” mi si dice, ma se è vero che dal caos nasce l’ordine e che capisco molte più cose di me rispetto a prima, rimane il fatto che situazioni così mi buttano nello scontento e nella rabbia di non riuscire a fare quello che voglio.
    Una volta mi dicevo “Vabbè, sono fatta così e pazienza” ma è adesso che mi faccio più problemi di prima!”
    Ragazze, spero di essermi fatta capire!
    Guardo dentro, non mi piaccio e devo solo star lì a guardarmi?
    Qualcuno sa perché?

  • #19723 Risposta

    Alice in Wonderland

    Ciao Mafalda, la domanda che poni tu: “l’introspezione serve?” me la pongo spesso anche io. D’altra parte è faticoso, come dici tu, stare ad osservare tutti quei funzionamenti di noi stessi che non ci piacciono. Poi però sento che se non avessi intrapreso questo percorso non avrei fatto certe esperienze, ne avrei fatte sicuramente altre, forse più dolorose, forse no, ma non quelle che ho fatto. L’introspezione non mi sta risolvendo i problemi, perchè nonostante io stia osservando i miei funzionamenti continuo ad inciampare in schemi che, alla fine mi fanno stare male. In tutto questo però, ho la sensazione di vivere un pochino più consapevolmente e mi rendo conto che le mie sofferenze più grosse derivano da quei periodi che, presa nel vortice del lavoro e cose da fare, non riesco ad osservarmi come dovrei, e vivo come un piccolo robottino con le impostazioni fisse del suo database che però ad un certo punto si inceppa e va a sbattere proprio dove aveva paura di andare a sbattere. Quando invece riesco ad osservarmi tutto scorre in un divenire più fluido non per forza caratterizzato da euforia e soddisfazione provo anche tristezza ma in una maniera meno drammatizzante e più equilibrata. Ecco forse è questo, forse per me l’introspezione serve ad avere dei momenti di equilibrio.

  • #19726 Risposta

    Johnb460

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  • #19778 Risposta

    simone

    L’introspezione ci aiuta a risolvere i nostri problemi o non fa che complicarli ancora di più?
    Guardo dentro, non mi piaccio e devo solo star lì a guardarmi?
    Qualcuno sa perché?

    Ok, spesso mi trovo in una situazione simile, in preda a domande simili:
    – Come posso utilizzare concretamente, nella vita reale, l’introspezione?
    – Perché ogni volta che cerco di risolvere un mio problema tutto quello che ottengo non è altro che farne spuntare fuori altri?
    – Dovrei avere una marcia in più rispetto a tantissime persone, perché allora non faccio un lavoro stupendo, che mi soddisfi appieno e, perché no, con anche una retribuzione stratosferica?
    Penso non serva andare avanti ulteriormente…
    Da quel poco che posso aver capito mediante il sentire e l’osservazione si arriva alla comprensione, questa comprensione è praticamente sempre parziale e serve “sfiorarla” molte volte prima che si “insinui” in maniera stabile in noi.
    Una volta arrivati ad aver compreso qualcosa di un nostro meccanismo interno, di un nostro desiderio profondo, ecc… allora attraverso un processo chiamato “spirale interiore” cambia, come conseguenza di un cambiamento interiore, anche il nostro vivere esteriore.
    Un po’ come se fosse un ingranaggio all’interno di un complicatissimo meccanismo che se spostato, ingrandito o rimpicciolito, modificato, ben oleato, ecc… modifica tutto il funzionamento nel suo insieme.
    E fin qui, la mia mente è contentissima… ha capito tutto!
    Peccato però che io mi senta insoddisfatto da questa spiegazione, per carità mi appaga, ma manca qualcosa…
    Proviamo a scendere un po’…
    Cosa mi da l’introspezione?
    Vivo esperienze particolari che in parte mi spaventano, ma nel complesso mi divertono.
    Sento un maggiore movimento interiore, uno scorrere più fluido, quindi meno blocchi.
    Quando sono in preda a qualche sensazione “forte”, bello identificato per capirci, se mi fermo un attimo e provo a sentire, tutto quel turbinio si stempera di molto… riesco a tranquillizzarmi.
    Tutto molto bello, ma… non ancora, non riesco a dare una “risposta” che mi soddisfi.
    Non riesco a trovare una frase che possa farmi dire l’introspezione, concretamente, serve.
    Bene, mi son detto… sono bloccato, proviamo a cambiare prospettiva.
    Mi interessa veramente sapere se serve o no?
    Non è solo un modo per scappare?
    Non è solo un modo per affidarsi agli altri?
    Sento una resistenza quando mi chiedo se l’introspezione serva a qualcosa, è come se usassi questa frase per giustificare un mio voler evitare di guardarmi dentro.
    E va bene… dovrà però pur esserci una risposta?
    Se proprio dovessi darne una sarebbe quella che diedi durante l’introcaffè:
    – Sto cercando qualcosa e l’introspezione mi avvicina a quel qualcosa.
    È come se le due cose, dentro di me, fossero intrecciate tra loro.
    Mettendo a fuoco un po’ meglio direi una vibrazione, un sentire in maniera differente…
    Questa è la mia attuale risposta, quella che sento come più “vera”.

    Per rispondere meglio alle domande iniziali, comunque, mi è venuta l’immagine di un puzzle…
    Il mio problema è che vorrei tanto completare un puzzle.
    Appena rovescio sulla tavola i pezzi mi spavento, non so proprio da dove iniziare…
    Sono tantissimi e sembrano pure tutti uguali!
    Ma perché son qui a fare un puzzle?
    Chissenefrega di perdere ore e ore in mezzo a questa marea di pezzi, che poi mi tocca pure girarne la metà…
    Però io vorrei tanto completare questo puzzle…
    Ma se non giro i pezzi poi non posso guardarli, se non li guardo non posso risolverlo, se non lo completo non potrò mai ammirarlo in tutta la sua bellezza.
    Ho sempre trovato difficile iniziare un puzzle, ti prende lo sconforto, a volte non sai dove mettere le mani, capita pure di dover levare dei pezzi messi “male”.
    Dopo un po’ però diventa tutto più semplice, dal caos inizia a prendere forma qualcosa e, uno alla volta, si riescono a risolvere.

  • #19811 Risposta

    Anita

    Cari amici, mi ritrovo in molte delle cose che avete scritto e vi sento vicini…Non ho dubbi sul fatto che la ricerca introspettiva serva.Gli scoraggiamenti e le battute d’ arresto fanno parte del percorso e della ricerca stessa.La ricerca introspettiva fa chiarezza. Tra Realtà ed illusione. La strada delle illusioni è quella sulla quale facciamo volentieri tanti passi,ma che non ci soddisfa mai. E possiamo percorrere dei passi su quella strada e divertirci tanto più quanto sappiamo che è la strada delle illusioni. La ricerca aiuta a centrarsi, ad acquisire solidità perché attraverso di essa scopriamo cosa vogliamo. E percepiamo, vediamo come funziona la Realtà e ci accorgiamo che è lontana dalle illusioni che immaginiamo positive, ma anche da quelle che immaginiamo negative, che ci fanno paura, per avvicinarci alla percezione di qualcosa di veramente solido ed appagante, che non possiamo perdere mai. Quindi continuiamo la nostra ricerca da soli( per così dire) ed insieme. Anita

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