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Guardarsi dentro

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Questo argomento contiene 8 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  flamar 5 mesi, 2 settimane fa.

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  • #19527 Risposta

    Aurora Mazzoldi

    L’arte del guardarsi dentro. Di che cosa si tratta? L’Arte, per essere Introspettiva deve essere, prima di tutto, arte del guardarsi dentro. Essere fr
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  • #19528 Risposta

    flamar

    Le tue opere mi sconcertano; primo la scelta dei titoli o temi in generale problematici o quantomeno che mettono in luce aspetti dell’esistenza riconducibili a “disvalori”! I colori in tal senso sono fortemente efficaci e danno per così dire carica al messaggio. L’altro punto sconcertante sono i volti e gli occhi dei personaggi rappresentati che hanno una forte ambivalenza; infantili quasi da cartoni animati eppure carichi di passionalità spesso negative.
    In definitiva emerge la doppiezza/molteplicità dell’Essere e su questa conclusione concordo, ma l’aspetto toccante è che questa conclusione tu la proponi attraverso l’insieme delle tue opere con un messaggio del tipo “attento!” perchè l’apparenza è spesso estetica e si presenta sotto forme suadenti, ma c’è il tranello …la realtà sottostante non è bella o esteticamwente accettabile ed è per giunta infida (e infatti i quadri presentano questa forte ambiguità ). Personalmente sono più ottimista sul genere umano

  • #19529 Risposta

    Aurora Mazzoldi

    Ciao Flamar, il tuo commento mi fa capire che hai colto la forza del messaggio dei miei quadri, anche se mi sembra che tu tenda a distogliere lo sguardo.
    La peculiarità dell’arte introspettiva è svelare ciò-che-sta-sotto, sotto le apparenze, i perbenismi…tout court, la maschera ed è certo che se sentiamo il bisogno di tenere celate alcune nostre parti, può essere noioso vederle poi proiettate su una tela, senza veli e illuminate dai faretti.
    Ma – si chiede l’artista introspettivo – conviene rendersi miopi, ciechi e sordi (hai presente le tre scimmiette) e andare avanti seguendo il gregge, senza porsi troppe domande, o è preferibile osare sapere?
    Ognuno può scegliere di fare quello che preferisce, naturalmente.
    La realtà, interiore ed esteriore, non è nè bella nè brutta, nè negativa nè positiva, nè infida nè….la realtà è, e basta.
    Siamo noi, sulla base del nostro “principio del piacere” (Loewen) a vederla così o così, ma la realtà non si presta a soggettivazioni: una realtà triste per te è una bella realtà per me, ma siamo io e te a creare una differenza: la realtà è sempre la stessa, una e immutabile.
    Vivere conforme al proprio filtro della realtà significa nuotare in balia delle onde e spesso la spiaggia sulla quale si è gettati risulta essere un’isola inospitale.
    Penso che essere ottimisti significa avere fiducia, ma ciò non esclude un attento e obiettivo studio delle situazioni (interne ed esterne).

  • #19530 Risposta

    flamar

    Non c’è dubbio che il grande merito dell’Arte e dell’Artista è quello di “liberare” l’anima sensibile che è in ciascuno proprio per il fatto che l’Arte rappresenta un “affare gratuito”, se si vuole!. Si può anche vivere senza! e pertanto rappresenta una grande opportunità di libertà, cosa che quasi mai è concessa negli altri ambiti della convivenza sociale. Giusta la tua osservazione che l’opera d’arte ed in particolare la forma dell’arte introspettiva si pone l’obiettivo della rappresentazione della “realtà” che non può essere che unica; di fronte ha pur sempre la molteplicità degli individui che ovviamente la percepiranno ognuno in base alla propria attitudine ed esperienza che qualifica attraverso il giudizio, la realtà. Non penso che scopo dell’arte introspettiva sia l’ammaestramento; mi auguro proprio che non sia così altrimenti dovremmo cambiarle nome (mi viene in mente l’arte del socialismo reale, l’arte futurista ecc. ideologiche) quanto piuttosto di far prendere coscienza al fruitore “di quale è la sua forma di recezione del messaggio”. I quadri Catene e Diva mi sembrano quelli in cui il messaggio e la realtà che rappresentano sono più stratificati da una serie di ulteriori elementi (o messaggi) …quindi rimandano ad una realtà meno immediata rispetto ad es. a War e Complicità. Di fronte ad una pluralità di messaggi, lo stesso concetto di realtà diviene più complesso e quindi meno facilemente recepibile/ esprimibile, sfuma dal “logos” alla “sensazione”; passa dalla descrizione razionale della realtà che mi sento in grado di fare e sostenere, alla percezione della realtà che è un che di vago, di affidato al sentimento (forse è questo l’obiettivo dell’arte introspettiva? )

  • #19531 Risposta

    arnaldo

    Ho letto cosa scrivi sulla tua arte
    introspettiva e vorrei sapere come possono i tuoi quadri avere un qualche
    effetto su di me che non capisco niente di arte, che sia introspettiva o no?

  • #19532 Risposta

    Aurora Mazzoldi

    Ciao Flamar
    L’arte è una forma di comunicazione estremamente importante – non l’unica, naturalmente – perchè parla per simboli e, come tu ben sai, il simbolo come il mito sono mezzi di comunicazione messi a punto al fine di superare le barriere dei filtri individuali – primo fra tutti la mente razionale – e infondere la consapevolezza di una realtà oggettiva, cioè universale e una.
    L’arte introspettiva non insegna, mostra. Punta il dito, se vogliamo, ma non contro lo spettatore, ma sulla scena rappresentata nel quadro.
    Non lo capisci? Non succede nulla, vai oltre!
    Ti intriga? Bene, comincia a osservarlo con maggiore attenzione e poni domande!
    Ti inquieta? Il messaggio è arrivato e qualcosa in te lavora!
    Ti piace? Interrogati sul cosa e perchè!
    Vuoi sapere cosa si sta agitando dentro di te? Cosa significano quelle reazioni davanti a certe immagini? Non hai che da spostare l’attenzione dalla sigaretta che stai fumando a dentro di te e ascoltare. Non lo vuoi fare? E’ una tua scelta personale, nessuno neanche lo saprà mai!
    L’arte introspettiva non parla alla tua razionalità: la realtà non è razionale ed è per questo che si presta a essere frammentata in percezioni soggettive.
    Voler portare tutto sotto una descrizione logica e razionale è solo una fuga dal proprio mondo sensoriale che, non catalogabile nè controllabile, può fare paura.
    Ma la paura è ignoranza (ignorans = che non sa) e l’arte introspettiva può essere un valido, indolore, interessante e piacevole mezzo di conoscenza.

  • #19533 Risposta

    flamar

    ..secondo te quindi, scrivere ( o meglio un’artista della penna) potrebbe o non potrebbe tradurre o rappresentare in un testo ciò che nella pittura è rappresentato dall’arte introspettiva?
    Il linguaggio, soprattutto nell’espressione scritta, è razionale (oltrechè caratterizzato da una varietà di forme, viste le migliaia di lingue presenti)!
    Certo se ne può fare un uso molteplice, astratto, in forma di parabola, di leggenda, enigmatico, ma può dar luogo a una forma introspettiva?
    O forse è proprio da questa impossibilità che deriva la difficoltà delle persone a capire se stesse!

  • #19534 Risposta

    mario

    Ciao Aurora,
    ho potuto apprezzare i tuoi quadri alla mostra di Arte introspettiva di Trento.
    Da qualche settimana visito il tuo sito, visto l’intensità e la profondità degli argomenti ho deciso di leggere ogni giorno una pagina.
    Grazie e complimenti per il lavoro che stai svolgendo.
    Mario

  • #19535 Risposta

    Aurora Mazzoldi

    Ciao Flamar,
    le persone hanno difficoltà a capire se stesse perchè non lo vogliono!
    E non lo vogliono perchè preferiscono continuare a credere che tutto quello che capita loro sia colpa di qualcun’altro! Fosse pure di Dio!
    Certo non ci sono state abituate per educazione e bla, bla..ma la motivazione vera è altra.
    Siccome tutto nel mondo esterno ci riporta a noi (“così dentro, così fuori” Trismegisto) come possiamo “difendercene”?
    Chiudendo alla comprensione, mettendo dei filtri alla realtà, barricandoci dietro ai pricipi e così via.
    L’immagine e il colore sono messaggi diretti per l’inconscio, anche lo scritto lo è, solo che ha bisogno di essere letto. Normalmente quando si legge non lo si fa mettendoci solo gli occhi, ma si resta aperti e attenti alle sensazioni che le parole scritte destano dentro di noi.
    Come per l’arte introspettiva e per qualunque altra cosa, il trovare il messaggio di nostro gradimento o meno dipenderà dal nostro interesse per quel tipo di “esperienza”,
    se essa rientra fra quelle che abbiamo deciso di fare.
    Uno scrittore può arrivare all’inconscio delle persone proprio come un artista o un oratore e avrà il pubblico che avrà potuto coinvolgere.

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