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Daniele Radini Tedeschi (2013)

Daniele Radini Tedeschi – Festival delle Belle Arti – Museo Bellini Firenze

Festival della Cultura al Museo Bellini (Firenze) - a cura di Daniele Radini Tedeschi, con mostra monografica di Aurora MazzoldiL’artista nel 1988 inizia il suo percorso nel campo della pittura.

All’inizio della sua carriera realizza composizioni di fiori e di cappelli.

Dopo il suo ritorno dall’estero, si dedicherà a una ricerca introspettiva che la condurrà ad una visione non stereotipata della realtà emotiva, visione che la pittrice, attraverso la sua sensibilità, cerca di comunicare con i suoi lavori.

Aurora Mazzoldi è una donna moderna che in una società dominata dall’eccessiva esteriorizzazione di sé, preferisce occuparsi dell’animo più profondo proponendo con la sua pittura una narrazione del mondo interiore, lavorando sui colori per descriverne le più segrete sfumature.

Verso la metà del XIX secolo il romanticismo aveva già rappresentato la rivalutazione del lato passionale ed istintivo dell’uomo, delineando due nuove categorie estetiche: il pittoresco e il sublime, ovvero la sensazione visiva del sentimento che sconfina attraverso la fantasia, le intuizioni, in ciò che non vediamo, verso quella realtà trascendentale.

Anche la pittura della Mazzoldi si può considerare romantica: il suo lungo percorso è volto a collegare l’arte con la psicologia mediante l’utilizzo di colori acrilici e caseina per raffigurare sulla tela la stretta connessione che si crea tra l’individuo e i giochi psicologici che il primo mette in atto.

Autrice del libro “Le Mie Madri” chiarisce le dinamiche che rendono difficili i rapporti umani.

Ci conduce, con la sua arte, all’interno del mistero dell’universo femminile trattando con grazia e garbo molti argomenti attuali, permettendoci così di mettere in luce le diverse sfaccettature che lo contraddistinguono.

Il volume corrisponde anche alla sua più recente produzione pittorica.

In Madre 1 – Il possesso, realizzato in acrilico su tela, viene trattato il tema della dipendenza affettiva, modalità di comportamento da ricondursi all’attaccamento del bambino nei primi mesi di vita.

Le interazioni tra madre e figlio che vanno dall’abbraccio allo scambio di sguardi, dalla nutrizione alla consolazione, strutturano un sistema di legami che però con il trascorrere del tempo possono portare sofferenza, nel caso in cui in età adulta l’individuo non dovesse riuscire a legarsi a nuove figure.

Nel dipinto appare tutta la sofferenza e il disagio che il bambino, raffigurato seduto e piangente, sta provando nei confronti dell’immagine materna che appare quasi come una visione onirica dai tratti forti, decisi, per infondere la drammaticità alla raffigurazione.

In Madre 2 – L’oppressione, viene rappresentato l’atteggiamento coercitivo che tende a schiacciare la personalità altrui.

Vi sono molti tipi di violenza, ma quella psicologica è forse quella più grave perché subdola nella sua incisività.

Nel dipinto si vuole rappresentare la dipendenza nel suo significato più ampio del termine: troneggia la figura materna che tenta con la mano di schiacciare la figura del figlio.

In Madre 3 – Il gioco, si evince tutto quello che si nasconde non solo agli altri, ma soprattutto a noi stessi.

Tra gli oggetti dotati di elevata valenza simbolica occupa una posizione privilegiata lo specchio, simbolo della prudenza, in quanto nel consentire di conoscere noi stessi invita ad essere virtuosi e riflessivi.

L’autrice vuole trasmettere un messaggio chiaro: i veri artefici della nostra vita siamo noi stessi.

Molto spesso le nostre fragilità ci portano a intraprendere il gioco della trasformazione creando intorno a noi un mondo effimero che ci porterà insicurezza e angoscia.

Il gioco è inteso nella sua accezione negativa e il messaggio dell’artista è che ognuno di noi è responsabile della propria vita e consapevolmente deve essere in grado di costruire il proprio destino.

In Madre 4 – Le possibilità, appare ai nostri occhi una visione dolcissima, che trasmette a chi osserva tranquillità, pace e quella serenità interiore non turbata da ansie o da preoccupazioni.

In questo caso il significato simbolico sta nel dono della vita.

Vi è qui l’immagine materna che porge l’acqua, simbolo di nascita, al suo bimbo che la guarda sorridente, felice.

La vita è un dono immenso da apprezzare poiché è legata a un filo, ad un respiro, a un battito di ciglia.

 Festival delle Belle Arti e della Cultura del XXI secolo, Museo Bellini, Firenze, 2013,  a cura di Daniele Radini Tedeschi, Edizioni La Rosa dei Venti,  pag. 9
 

Per sapere di più sulla pittrice, va alla Biografia di Aurora Mazzoldi

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