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Cura con l’Arte

Arte come cura interiore.

dalla conferenza “Arte e Scienza. Arte e Cura”. Fiera di Padova. Domenica 17/11/2013. 

Conferenza Arte e Cura (Aurora Mazzoldi, Antonella Giannini e Gennaro Corduas). ArtePadova 2013 - Napoli Nostra
Conferenza “Arte e Scienza. Arte e Cura” (Aurora Mazzoldi, Antonella Giannini e Gennaro Corduas). ArtePadova 2013 – Napoli Nostra

In questo contesto si parla di una cura interiore (e non di un intervento sul fisico delle persone). La cura inizia col sondare un disagio, col portare la persona alla comprensione delle cause del suo malessere.
Il come, il dove e il perché del disagio possiamo farcelo dire dalla persona stessa, scandagliando il suo interesse per un determinato quadro.

Es: in una mia mostra era esposto un simpatico dipinto che raffigurava un bambolotto sorridente. Delle grosse gocce di luce che scendevano dall’alto. Vi erano poi altri particolari che non sto a menzionare.
Un visitatore mi venne a dire che lui, in quelle gocce, vedeva delle lacrime. Nulla nel dipinto giustificava una simile interpretazione.
Perché succede?
Perché il messaggio del quadro arriva al nostro subconscio attraverso il suo simbolismo e porta in superficie (alla coscienza) il problema, risvegliando il bisogno di liberarsene.
In quel momento si apre una porta e la persona si dispone ad ascoltare. Dentro di lei può avere allora inizio un processo di nuova comprensione (e di cura).
Se la persona vorrà indagare, il quadro le offrirà la possibilità di scoprire il gioco. Di lì potrà poi risalire alla sua intenzione.

Che cosa s’intende qui per gioco?

Non certo il monopoli o il poker, ma quell’insieme di dinamiche, di strategie di comportamento che ci servono per ottenere dall’altro un tipo di reazione emotiva che ci fa comodo, o che pensiamo ci dia potere.
Noi giochiamo sempre, tutti, fin dalla nascita. E’ ormai un’ abitudine, un modus vivendi e non ci facciamo più caso.
Tuttavia è importante diventare consapevoli dei nostri giochi, altrimenti non possiamo né prevederne , né tanto meno gestirne le conseguenze. La cura inizia con la comprensione del gioco.

Es: Per essere più chiara, vi faccio l’esempio di un simpatico giochino che ho visto fare da una bambina di tre anni e mezzo.
Io e il padre stavamo chiacchierando. La bambina giocava ai nostri piedi quando, di botto, guardò il padre di sottecchi e disse, forte e chiaro, una parolaccia.
Il padre reagì prontamente: “No, non si dicono le parolacce! Te l’ho già ripetuto tante volte e lo sai che non si fa!”
La bambina si mise a piangere a dirotto e il padre la prese in braccio e la consolò: “Ma no, amore, il papà non ti voleva sgridare. Ti diceva soltanto che quelle parole sono brutte e non si dicono. Vieni, il papà ti dà un bacino!”
Ora noi non stiamo qui a considerare il comportamento del padre, se non in relazione al gioco della bambina.

Il guadagno del gioco

Che cosa ha ottenuto con questo gioco?
La bambina è riuscita a distogliere il padre da quello che stava facendo e a richiamare la sua attenzione su di sé. Lo ha poi anche portato a reagire al suo comportamento, gestendo lei la situazione. Poi lo ha fatto sentire in colpa per averla sgridata e si è fatta consolare per aver detto una parolaccia.
Ora, dal tipo di gioco che facciamo possiamo risalire alla nostra intenzione, vale a dire, a quello che vogliamo ottenere attraverso quel gioco.
E’ la curiosità di saperne di più che ci apre una strada che conduce all’esplorazione interiore.
Perché è importante che una persona intraprenda questa strada?
Perché lei stessa ne ha espresso il bisogno, nel momento in cui si è avvicinata al simbolismo che, in qualche modo, l’ha colpita. Essa cerca inconsciamente una cura per la sua sofferenza.    

Aurora Mazzoldi 

Se vuoi sapere di più sulla terapia con l’Arte Introspettiva, va a Arte e Terapia.

Se vuoi leggere l’esperienza di una psicoterapeuta trentina va a  Terapia Psicologica con l’Arte

leggi la conferenza-stampa su Come Curare Con l’arte

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