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Cosa Succede nel Sonno

La discesa nel sonno

Nel quadro, la discesa nel sonno è rappresentata dalle gradazioni di colore.

Circondato dal colore rosa il corpo rilassa a poco a poco le tensioni, che sono evidenti nella muscolatura contratta del collo e del torace della ragazza.

È un passaggio graduale quello che porta allo stato di dormiveglia e, in questa fase, il corpo richiede il riposo, ma la mente esita a lasciar andare il controllo.

Nei bimbi piccoli sembra, a volte, che il passaggio veglia/sonno sia immediato perché, stanno saltellando o piangendo a dirotto e, improvvisamente, già dormono.

Ma non è così che succede in realtà e anche i loro corpicini si fanno “molli”, prima di obbligarli a chiudere gli occhi.

Dal dormiveglia scivoliamo nel primo sonno, ma il nostro cervello non smette di lavorare e, nel quadro, sulla linea di confine tra dormiveglia e primo sonno, c’è una lunga fila di pecorelle che entrano nella parte bassa della testa della ragazza -nell’ipotalamo – e se ne escono poi, capovolte, dalla sua sommità. Sezione del quadro che mostra la zone del mentale

La zona compresa tra il via vai delle pecorelle è il dominio della nostra mente.

Com’è rappresentata questa zona nel quadro?

Poi il giallo degrada in sfumature più pacate, tendenti al verde.

Rielaborare le impressioni

Ma, perché le pecorelle?

Quelle che arrivano portano nella zona dell’ipotalamo le impressioni che la persona ha ricevuto durante la giornata. La mente trattiene quelle impressioni che le servono, le elabora e le interpreta attraverso un suo filtro, per adattarle a un suo scopo.

Vi è mai capitato di raccontare qualcosa a qualcuno e poi, incontrandolo di nuovo, lui vi rinfaccia cose che voi non gli avete mai detto? Che non intendevate? Tanto da farvi pensare: “Questo capisce quello che vuole e non quello che gli si dice!”?

Ecco, è così che succede con le impressioni che riceviamo durante il giorno e che la mente, di notte, nella fase del primo sonno, rielabora, a volte, in un modo tutto suo.

Naturalmente c’è uno scopo ben preciso del perché lo fa, ma è un discorso lungo.

Nel quadro le pecorelle che se ne vanno, sono capovolte, proprio per simboleggiare la rielaborazione, il rimaneggiamento che il loro messaggio ha subito.

Poi la zona di competenza della mente defluisce in quella fase del sonno nella quale nascono i sogni, detta fase REM.

La maggior parte delle persone non ha controllo sui propri sogni, perché nel sogno, si vive nel mondo emotivo e lì si possono scaricare molte nostre emozioni bloccate.

Per bloccarle e tenerle sotto controllo noi, usiamo la respirazione e le tensioni muscolari che, quando dormiamo, si rilassano e permettono alle emozioni di liberarsi.

I sogni premonitori

E poi ci sono i sogni così detti premonitori, quelli che al risveglio ci ricordiamo, anche se, siccome sono espressi per simboli, non sempre ci sono comprensibili.

Ma com’è che ci sono sogni per la “scarica” emotiva e sogni premonitori?

Questo è possibile perché la zona della fase REM nella quale si sogna, è compresa tra la zona della mente (zona gialla) e l’altra, più profonda, dell’inconscio: sta nel mezzo ed è accessibile a entrambe e riceve suggestioni e messaggi da una e dall’altra.

Nel quadro lo vediamo nelle fasce cromatiche: dal rosa (relax muscolare/giallo = attività cerebrale/verde = relax), in differenti densità, e si arriva al colore blu del sonno profondo, ma in una sfumatura chiara.   Perché?

Il contatto con la parte profonda

Perché nel sogno, le informazioni dell’inconscio, che non sono raggiungibili nel normale stato di veglia, sono portate più in superficie.

In realtà il contatto con la nostra parte più profonda, intuitiva, può avvenire anche da svegli, ma soltanto se si raggiunge lo stato di calma delle onde alfa.

In questo ci aiutano le meditazioni e gli esercizi di rilassamento, che favoriscono l’allineamento con la nostra parte intuitiva.

(Per approfondimenti, vedi “Il Potere delle Scelte Mirate”, scritto da Luis Pisoni e da me, a pag 102 e dintorni.)

A questo punto la ragazza del quadro sta entrando nel sonno profondo e, in questa fase non si rende conto di nulla: le onde vibratorie del suo cervello sono lente e i colori del quadro si amalgamano in tonalità più pastose, che richiamano la profondità, la calma e l’assenza di tensione.

È in questa fase che il nostro centro (la parte più profonda di noi, il Sé Superiore, il Centro – chiamatelo come siete abituati a fare – e la nostra anima “tirano le somme” e mandano messaggi attraverso i sogni. (sono i sogni premonitori)

Si può dire che ogni notte, noi “torniamo a casa”.

Aurora Mazzoldi

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