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Artisti Europei (2015)

Artisti Europei da non dimenticare – Aurora Mazzoldi

Rosario Pinto – Fra Tradizione e Innovazione -Artisti europei da non dimenticare, copertina del libroIl Prof. Rosario Pinto scrive nel suo libro:

“Un’analisi approfondita delle dinamiche creative della pittura di Aurora Mazzoldi ci mette di fronte alla attività di una pittrice che si dispone, con sempre più attenta ed intensa partecipazione personale, a fare della condizione di artista quella di interprete delle ragioni esistenziali e psicologiche che caratterizzano e distinguono i percorsi dell’umana presenza.

L’artista, sulla quale abbiamo già potuto lasciar soffermare la nostra riflessione sull’opera pittorica, mettendone in rilievo, peraltro, la disposizione ad indagare “con analisi accorta e puntuale tutte le sfaccettature, dirigendosi alla rappresentazione di oggetti e di figure con uno zelo figurativo che sfiora, talvolta, le regioni stesse della dimensione “iperfigurativa”, può e deve essere analizzata, in incrementazione di approfondimento critico, come personalità particolarmente versata alla comprensione ed alla trascrizione pittorica di quei temi psicologici e morali che distinguono il vissuto individuale più intimo e prezioso di ogni coscienza umana.
Giova senz’altro all’artista, nell’intervento di accostamento alle cose e alle coscienze, l’acuta sensibilità e la capacità indagatrice che sceglie di osservare il dettaglio delle cose non nella dimensione particellare del frammento, ma nella consistenza più addentrata di specificità addensata, di luogo, cioè, in cui il concentrarsi della pregnanza contenutistica presenta il suo livello più intenso di pienezza di senso.
La disposizione ad una rappresentazione figurativa in cui l’oggettivazione della proposizione oggettuale avvenga non come mera trascrizione di fedeltà riproduttiva dell’oggetto, ma come tentativo di addentramento nelle regioni più profonde della consistenza fenomenologica del reale, dà ragione di quell’intensità contenutistica che distingue e privilegia la ricerca formale della Mazzoldi.
Ciò che si afferma, inoltre, è la vivida coscienza d’una peculiarità femminile, non osservata mai con la prospettiva discriminante ed esclusiva d’una divisione “di genere”, ma con la consapevolezza matura di mettere in rilievo una peculiarità preziosa, che costituisce, ben oltre le dimensioni della dialettica delle parti, un fattore determinante per la costruzione della completezza dell’essere.
Opportunamente, soffermandosi su questo aspetto specifico della pittura della Mazzoldi, Gianluigi Guarnieri ha messo in evidenza che “l’artista interpreta la figura femminile in una dimensione di rarefatta solitudine e severità, colta nell’attimo più inquieto dell’esistenza”, aggiungendo che “linee dinamiche sfiorano i corpi, accarezzano i visi dolci e tristi, rendono sinuosi i pensieri, indirizzandosi verso una dimensione trasognata.” (29)
Un percorso di lettura all’interno di sé costituisce, in sostanza, l’obiettivo che l’artista sa dare alla sua ricerca, avendo noi conto di osservare che, in questo percorso introspettivo, non c’è solitudine personale o ripiegamento sconsolato della coscienza individuale,  ma consapevolezza, piuttosto, che all’interno di ciascuno di noi si annidano non solo le istanze del nostro personale vissuto, ma quelle dell’intera umanità di cui ogni nostra particolare sensibilità costituisce specchio ed occasione rivelativa.
Conoscere se stessi, potremmo dire, significa dirigersi alla comprensione del mondo, un mondo che la disposizione “introspettiva” ci aiuta a riconoscere meglio nelle sue proprietà storiche e determinative.”

Rosario PINTO, Fra Tradizione e Innovazione – Artisti europei da non dimenticare, Vol. III,  Napoli Nostra, 2015, pagg. 178-179

vedi anche la recensione di Rosario Pinto sul volume “Artisti italiani da non dimenticare”

 

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